L’AQUILA – “Sono contentissimo per Mario Di Gregorio, ero stra-certo del sua non colpevolezza perché sapevo che era stato spostato nella rotazione dei dirigenti, fatta a loro difesa, soprattutto dai posti in cui sono esposti a responsabilità enormi, che loro non avevano chiesto, anzi, avevano chiesto di evitarsi”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando l’esito dell’udienza preliminare dell’inchiesta “Do ut des” su tangenti e puntellamenti, che ha visto 7 rinvii a giudizio e appunto la sentenza di non luogo a procedere per Di Gregorio.
Puntellamenti che, ribadisce il primo cittadino, “se non fossero stati fatti oggi non ci sarebbe ricostruzione ma riedificazione e il centro sarebbe ancora chiuso dai militari”.
“Il mio rammarico – prosegue Cialente – è che per questa vicenda, per cui si scatenò anche la stampa nazionale, che mi definì ‘onesto sciocco’, Di Gregorio ha perso il posto di lavoro”.
“Adesso aspetto con la stessa serenità il processo anche per l’ex vice sindaco Roberto Riga – conclude Cialente – Io ho sempre fiducia nella magistratura, purtroppo i tempi lunghi restano un problema della giustizia italiana”. (alb.or.)





