L’AQUILA – Per la prima volta dagli arresti per le presunte tangenti per la ricostruzione parla Abruzzo Engineering, con una nota del presidente e amministratore delegato, Francesco Carli, che annuncia una riunione urgente di Consiglio d’amministrazione per esaminare la vicenda in cui la società è tirata in ballo.

Carli, però, non rinuncia a due precisazioni immediate: la prima su Ilaria Valentini, cugina di Gianni Chiodi, tirata in ballo dal Partito democratico: secondo la nota di Ae, come già ribadito dal presidente, la consulenza alla donna è stata affidata prima dell’elezione.

Inoltre, secondo il presidente di Ae, è falsa la notizia di una multa da 1,6 milioni per costi indeducibili.

Questo l’intervento di Carli.

Ho letto sulla stampa odierna una serie di notizie che riguardano la società Abruzzo Engineering e che disegnano un contesto generale, purtroppo, molto lontano dalla verità; riguardo a questo e ad altri argomenti, esprimerà le proprie valutazioni il Cda convocato d’urgenza questa mattina e che mi accingo a presiedere.

Fin d’ora intendo, però, fare delle precisazioni su due notizie che non richiedono valutazioni, ma possono essere smentite sulla base dei dati di fatto e dei documenti.

Si è parlato di una consulenza affidata da Ae alla dottoressa Ilaria Valentini e si è sottolineato il suo rapporto di parentela con il presidente Gianni Chiodi. Ebbene, l’affidamento alla Valentini è stato disposto con contratto del 1° febbraio 2007, attribuendo alla professionista funzioni riguardanti il controllo di gestione.

Tale contratto è stato prorogato il 29 dicembre 2008, circoscrivendo le attribuzioni della Valentini all’attività di rendicontazione che la società deve necessariamente effettuare nei confronti della Regione.

L’attività di rendicontazione si è protratta oltre l’annualità 2009, e di conseguenza, il contratto che aveva a oggetto quell’argomento, è stato differito dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010.

Sulla stampa (Il Messaggero Abruzzo in data odierna, pagina 33) è inoltre comparsa una notizia inspiegabilmente incompleta ed errata, secondo cui la società avrebbe subito una sanzione fiscale pari a 1 milione 600 mila euro per costi indeducibili.

A tale riguardo, preciso che tutti i provvedimenti accertativi e sanzionatori sono stati annullati con decisioni della Commissione Tributaria Provinciale dell’Aquila numero 65, 66, 67, 68, 69 e 70 del 9 settembre 2009.

Questa è la verità dei fatti.