L’AQUILA – È stata fissata per il 14 gennaio 2015 l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella per discutere la richiesta di rinvio a giudizio per gli otto indagati nell’ambito dell’inchiesta “Do ut des” su un giro di  tangenti negli appalti della ricostruzione pubblica post terremoto del 6 aprile 2009.

Una bufera giudiziaria che ha provocato una crisi politica profonda nel Comune dell’Aquila con le dimissioni e la contemporanea rimozione del vice sindaco indagato, Roberto Riga, sostituito dall’ex procuratore Nicola Trifuoggi, e le dimissioni, poi ritirate, del primo cittadino, Massimo Cialente.

Tutto è cominciato l’8 gennaio scorso, con l’arresto ai domiciliari di 4 persone: Vladimiro Placidi, ex assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali della scorsa Giunta Cialente, Pierluigi Tancredi, all’epoca dei fatti consigliere comunale e in passato assessore comunale di centrodestra, Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi mandati di assessore, e Pasqualino Macera, all’epoca dei fatti funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno Spa.

Altri quattro gli indagati a piede libero: l’allora vice sindaco dell’Aquila Roberto Riga, il dirigente comunale Mario Di Gregorio, l’ingegnere di Perugia Fabrizio Menestò e l’imprenditore Daniele Lago.

Le accuse, a vario titolo, sono di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita.

Menestò è stato poi scagionato dalla pesante accusa di appropriazione indebita di 1 milione 200 mila euro per la quale la procura ha chiesto l’archiviazione: gli resta soltanto la contestazione di falso, mentre a Di Gregorio l’abuso d’ufficio.

L’inchiesta è stata coordinata dai sostituti procuratori David Mancini e Antonietta Picardi con le indagini svolte dalla squadra Mobile diretta da Maurilio Grasso.

L’inchiesta fa riferimento al periodo dal 2009 al 2012 e ha portato alla luce un presunto “sistema” di corruzione con mazzette da circa 500 mila euro complessivi elargite da imprenditori a funzionari pubblici per aggiudicarsi  lavori per la ricostruzione in particolare della sede storica del rettorato dell’Università aquilana a palazzo Carli.