L’AQUILA – “I dati confermano quanto noi di Rifondazione Comunista abbiamo sempre denunciato: i tagli e i vincoli posti alla sanità pubblica dai governi degli ultimi quindici anni hanno come conseguenza la crescita degli affari della sanità privata che naturalmente batte sempre cassa”.

Lo affermano l’ex consigliere regionale abruzzese Maurizio Acerbo, segretario nazionale, e Rosa Rinaldi, responsabile sanità nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

“Secondo la stessa Aiop, che batte cassa al Ministero – continuano Acerbo e Rinaldi – il comparto privato già eroga oltre il 50 per cento delle prestazioni ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale. Secondo il rapporto del Cnel un quarto dei ricoveri e più di un terzo degli interventi chirurgici avviene in strutture private. Sono dati in crescita che fotografano le conseguenze volute delle scelte neoliberiste dei governi ed anche l’intreccio politica-affari. Nel nostro paese numerose inchieste hanno disvelato la corruzione sistemica e i rapporti di scambio clientelare che rendono subalterne le scelte politiche a livello regionale agli interessi delle cliniche private ed è noto che potenti gruppi della sanità privata sono anche editori di giornali che condizionano pesantemente il dibattito politico”.

“Il risultato – aggiungono i due esponenti di Rifondazione comunista – è che la politica fa pagare ai contribuenti da anni una ‘grande marchetta’ ai privati, come l’ha definita Ivan Cavicchi (docente di Sociologia delle Organizzazioni sanitarie e Filosofia della medicina all’Università Tor Vergata di Roma, tra i maggiori esperti italiani di politiche sanitarie, recentemente all’Aquila come relatore di un incontro pubblico proprio sul tema, ndr), che si traduce in un progressivo depauperamento di personale e risorse delle strutture pubbliche. Se il governo Meloni prosegue su questa strada per la gioia di Angelucci, editore di quotidiani che propongono Benito Mussolini come uomo dell’anno, anche il centrosinistra e il Partito democratico hanno una lunga storia di favori e connivenze con la sanità privata”.”

Non basta chiedere più fondi. Per rilanciare il Sistema sanitario nazionale bisogna ridare centralità alla sanità pubblica eliminando tetti all’assunzione di personale e riformando complessivamente il settore. C’è bisogno di più risorse ma spese per garantire i bisogni di salute di cittadine e cittadini”, concludono Acerbo e Rinaldi.