L’AQUILA – “Gli Usa stanno alzando muri, nel frattempo però i paesi Arabi stanno spalancando porte, e si è nella situazione che le imprese italiane sono diventate competitive perché per noi i dazi ​al 15% sono di molto inferiori​ rispetto a quelli imposti ad altri Paesi. Tutto ciò ci impone dunque di uscire dalla comfort zone, innovando non solo i prodotti, ma anche le strategie​, imparando a fare rete​, per poter conquistare ​sempre più nuovi mercati”.

Lo ha ​s​piegato Pietro Paolo Rampino, presidente della Joint ​italian ​arab ​chamber of ​commerce, esperto di ​finanza islamica e cooperazione economica con i Paesi del Medio Oriente e ​del Nord Africa (Mena), professore alla ​Luiss per oltre​ vent’anni.

Solo uno degli autorevoli relatori che hanno partecipato al convegno “Internazionalizzazione & Innovazione – Un filo rosso per cogliere le opportunità nei mercati arabi”, organizzato a palazzo Ciccozzi all’Aquila, da Spazio Indipendenza, hub per la formazione e l’innovazione, società del gruppo Abivet di Roma, di cui è presidente Maurizio Albano​.

Focus dell’incontro, solo il primo di un percorso​, è stato quello del mettere in dialogo e contatto imprese, istituzioni e realtà innovative, esplorando le prospettive offerte dai mercati ​Mena, un’area in forte espansione e ricca di opportunità per le​ Pmi italiane nei settori energia, costruzioni, sanità, tecnologia, e food & beverage: tutto ciò con l’ambizioso obiettivo di costruire un ‘ponte’ tra l’Abruzzo, l’Italia e il mondo.

Moderata da Nicola Stampone​, abruzzese titolare dello studio Stampone ​consulting con sede a Bruxelles, responsabile relazioni istituzionali del gruppo Abivet, oltre a Pietro Paolo Rampino, sono intervenuti Alessandro Addari, vice presidente di Confindustria Abruzzo medio Adriatico e fondatore di Top solutions team for export, consulente in internazionalizzazione e marketing digitale, Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, Alessandro Pajewski, direttore generale della Fondazione Gran Sasso Tech Italy, realtà impegnata nello sviluppo di tecnologie avanzate e progetti di ricerca. Hanno partecipato ai lavori anche il senatore Guido Quintino Liris, capogruppo Fdi in commissione Bilancio, e il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo interno Ezio Rainaldi.

Ha detto ancora Rampino, “le imprese italiane sono già molto presenti ​nell’area Mena, come negli Emirati Arabi, Arabia Saudita, e Libia, Egitto, ​solo per citarne alcuni, senz’altro con il food, con la realizzazione di infrastrutture, con l’oil and gas, l’hi-tech, health care. Oggi la Giordania ​ad esempio è una porta di ingresso alla Siria, un ​paese ​devastato dalla guerra e da ricostruire completamente, come pure ​dovrà accadere a Gaza. ​L’Iraq sta rifacendo tutta la linea elettrica, ci sono paesi africani che hanno bisogno di tanti prodotti, dalle imbarcazioni dei pescherecci ai materassi. L’importante per le nostre pmi è ​però creare un’azione congiunta a livello di sistema Paese, in questo caso regionale, evitare le fughe in avanti individuali da fiato corto, perché occorre un approccio sistematico, appoggiarsi alle strutture e istituzioni esistenti. Non parliamo di mercati facili,​ in esse operano imprese che hanno fatturati superiori alle nostre manovre finanziarie”​.

Ballone ha ricordato che da questo punto di vista la ​Camera di commercio Gran Sasso, è “un osservatorio privilegiato, visto che rappresentiamo 80mila imprese con un tessuto imprenditoriale vivace e con crescente attenzione al mercato estero, con i nostri progetti che accompagna​no le aziende nell’export, con ​incontri business to business, ed è l’azienda stessa che ci dice quale è il suo mercato target, anche piccole imprese da 10 dipendenti​, con prodotti interessanti ma che hanno, ​se lasciate da sole, evidenti difficoltà sul fronte dell’internazionalizzazione. Ultima missione a Dubai, con 40 imprese in particolare della pelletteria,​ che sta avendo un ottimo riscontro​ in termini di risultati”.

Alessandro Pajewski​ ha ​invece illustrato l’attività della fondazione Gran Sasso Tech Italy, “impegnata nella ricerca e sviluppo di tecnologie avanzate, soprattutto in ambito spaziale, nell’hardware e nel software, inclusa la robotica e l’intelligenza artificiale. E posso confermare che il tema di innovazione è fondamentale per competere a livello internazionale, perché banalmente creare dei prodotti che altri non hanno, rappresenta un vantaggio. L’ambito aerospaziale sta del resto cambiando, prima era una frontiera tecnologica con altissimi costi di investimenti, ora, proprio grazie all’innovazione sta diventando sempre più accessibile e gli investimenti si triplicheranno in questo settore, anche nei paesi arabi. Sempre a proposito di innovazione​: finora per realizzare un satellite di 200 chili ci volevano ​otto mesi​ in media, ora con la robotica sarà possibile sfornare tre satelliti a settimana​”.

​P​er il vice presidente di Confindustria Medio Adriatico Addari, “​l’internazionalizzazione presuppone flessibilità, il saper coniugare il genius loci con le nuove tecnologie, ad esempio oggi rispondere in tempo reale con un chatbot evoluto alla clientela che magari si trova dall’altro capo del mondo ​è fondamentale. Poi certo la relazione umana, personale, rimane fondamentale. Per quello che riguarda le pmi, anche sull’export si stanno facendo passi in avanti, c’è più capacità di fare squadra, maggiore consapevolezza, e l’innovazione ci viene in aiuto anche per le ricerche di mercato, per individuare potenziali clienti in giro per il mondo, attività cruciale può essere svolta con più rapidità”.

Nel suo intervento di saluto il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo interno,​ Rainaldi complimentandosi per l’iniziativa ha ricordato che “anche le imprese del nostro territorio provinciale mostra​no crescente interesse per l’export ​ed anche nei mercati arabi, ed è contraddistinto da una presenza importante nel campo della ricerca e dell’innovazione che può e deve essere maggiormente utilizzata e sfruttata ed è proprio su questo fronte che la Confindustria è concentrata”.

A sua volta il senatore Liris, agganciandosi all’analisi del professor Rampino:​ ha osservato che “l’effetto Trump un qualcosa di positivo lo ha ottenuto: ha dato una sveglia al sistema europeo e anche alla nostra nazione, che dev​ono acquisire la capacità di stare in ogni caso sul mercato, continuando ad essere competitivi. E per fare questo, certamente, la formazione e l’innovazione diventa​no determinanti per garantire la qualità e competitività dei prodotti. Ci sono Paesi senz’altro molto più ricchi del nostro in termini di materie prime, ma anche le nostre pmi hanno competenze e professionalità, ed esperienza che altri non hanno”.

Ha concluso tirando i fili della discussione Stampone, in rappresentanza del gruppo Abivet “Questo incontro, che sarà solo il primo di un percorso che Spazio indipendenza ha inteso avviare, è rivolto in particolare, ma non solo, a quelle pmi che hanno difficoltà ad esportare, per i costi, logistica per mancanza di competenze specifiche sui mercati esteri. Eppure le pmi, con meno di 9 dipendenti sono l’ossatura del nostro Paese, il 96 per cento del totale, eppure hanno prodotti di eccellenza, alte competenze, e anche loro possono e devono internazionalizzarsi, con il sostegno del Governo, delle Regioni, le istituzioni come Camera di Commercio, ​della Confindustria e tutt​e quell​e che sono anche le organizzazioni ​che fanno intermediazione, pubbliche e private, facendo massa critica e rete”.