L’AQUILA – Rinnovata completamente la governance di uno dei sette Gal in Abruzzo, il Gruppo di Azione locale (Gal) Gran Sasso-Velino, società consortile pubblico – privato che ha tra le finalità azioni di sostegno al territorio di riferimento, in particolare nello sviluppo rurale, nel turismo, nella cultura e nell’ambiente: con quello che è stato considerato un blitz, nei giorni scorsi, alla scadenza triennale del mandato, è stata presentata una lista di 9 candidati corredata dalla firma di 30 dei 53 soggetti iscritti, che è stata automaticamente nominata con l’azzeramento completo del vecchio consiglio di amministrazione.
Il passaggio di consegne è stato conseguente all’approvazione del bilancio da parte del cda uscente, guidato da Alessandro Di Girolamo. Si tratterebbe di una operazione maturata in seno al centrodestra, che però si è spaccato in più tronconi: stando ai nomi ad avere la meglio sarebbe stata la strategia della Lega, in particolare per la tela tessuta dal vice presidente della Giunta regionale abruzzese, Emanuele Imprudente. Con il risultato che 4 dei 9 neo amministratori sono di riferimento al Carroccio. Il tutto ai danni di Fdi, da tempo in competizione in Italia e in Abruzzo, soprattutto in seno alla maggioranza di centrodestra che governa la Regione dal febbraio del 2019.
Inevitabili le polemiche ed i dissapori rese ancora più forti dalle imminenti elezioni dell’Aquila che vedono il sindaco, Pierluigi Biondi, di Fdi, in piena corsa per la riconferma di una coalizione che, a differenza di tanti altri comuni al voto il 12 giugno, si è presentata compatta.
E stando ancora a quanto emerge dagli ambienti di centrodestra, l’azione per il controllo di un ente destinato ad attrarre ingenti risorse, soprattutto del Psr, del Pnrr e dei fondi comunitari, sarebbe stata promossa senza il placet del primo cittadino uscente e dell’altro uomo forte della politica aquilana, l’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila, ex Fi ora collega di partito di Biondi. I quali non avrebbero quindi avuto la possibilità di riconfermare i pezzi da novanta uscenti dei meloniani.
Il nuovo presidente sarà nominato dal Cda nella prima seduta fissata per mercoledì prossimo: tra i papabili il sindaco di Navelli, Paolo Federico, da almeno venti anni apprezzato e stimato amministratore, ex forzista, ora esponente di Fdi ed uomo considerato vicino a Liris: tra i nuovi interpreti della governance del Gal Gran Sasso – Velino spicca un giornalista, Davide Filieri, direttore della storica ed autorevole testata online Il Capoluogo, ex assessore comunale all’Agricoltura dell’Aquila. Il giornalista è diventato direttore della nota testata dopo le dimissioni di Roberta Galeotti, nominata consigliere di amministrazione del Corecom Abruzzo. Filieri sarebbe stato indicato dal sindaco del comune aquilano di Fagnano, Francesco D’Amore, che in quota Lega, è anche presidente del Parco regionale Sirente Velino
Ecco gli altri componenti del Cda: Fabrizia Aquilio, assessore comunale dell’Aquila al Turismo uscente, e candidata al consiglio comunale alle elezioni del 12 giugno prossimo nella lista della Lega; Pio Feneziani, sindaco di San Pio delle Camere, anche lui del Carroccio, l’avvocato Loreto Alessandro Marcangeli, candidato della Lega non eletto alle elezioni della Provincia dell’Aquila di fine anno. Poi, Maurizio Testa Di Marco, in quota al Comune di Tagliacozzo, Claudio Gregori, presidente di Cna della provincia dell’Aquila, Gaspar Rino Talucci, in quota al mondo cooperativo, e Michele Mancini De , in quota al mondo cooperativo.
Nell’ultima seduta del Cda, è stato riconosciuto al presidente Di Girolamo un rimborso spese omnicomprensivo di 2.500 mila euro lordi annui, mentre è stato bocciata l’introduzione di un gettone di presenza per ogni riunione di 70 euro lordi. Non è chiaro come si comporterà il prossimo Cda su questo scivoloso tema: rimarrà la gratuità della carica?
Oltre a Di Girolamo, gli uscenti sono Sandro Ciacchi, vice presidente, Roberto Donatelli, in quota Confcommercio, Serena Parlante, attuale consigliere di amministrazione dell’Azienda territoriale per la edilizia territoriale (Ater) della provincia dell’Aquila in quota a Fdi, Lorenzo Angelone, in quota alla Camera di Commercio della provincia dell’Aquila, ente ora fuso con i cugini teramani nella Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, Gianni Padovani, in quota alla organizzazione di categoria agricola e candidato consigliere al Consiglio comunale dell’Aquila nella file del centrosinistra, l’esponente di Fdi Vincenzo Calvisi, in quota alla Provincia dell’Aquila, ente per il quale è stato confermato alla vice presidenza, e Carlo Rossi.
Il Gal Gran Sasso – Velino, ottavo dei Gal abruzzesi, è costituito da privati, tra cui imprese e mondo cooperativo, e da enti pubblici come Provincia dell’Aquila, Università dell’Aquila, Camera di Commercio e Comune di Tagliacozzo: è stato costituito nell’aprile del 2010 ed ha forma giuridica di Società Consortile Cooperativa. E’ uno dei sette GAL Abruzzesi promotori ed attuatori del PSR Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – Misura 19 – “Sostegno allo sviluppo locale Leader di tipo partecipativo”, dal quale arrivano circa 30 milioni di euro. È una organizzazione formata da soggetti pubblici e privati che aderiscono al Piano di Sviluppo Locale (PSL) con lo scopo di gestire gli interventi previsti dal programma europeo Leader di aiuto alle aree rurali ricomprese nel territorio dell’Unione – si legge nel sito internet.
Il Gal è un organismo no-profit, che coinvolge le principali realtà economiche ed amministrative presenti sul territorio e che “mira a favorire una crescita integrata dell’area: redige e delinea la strategie d’intervento e programma le singole azioni sul territorio, anche dal punto di vista economico.
Questo approccio ha l’enorme vantaggio di avvicinare i processi decisionali al territorio, valorizzandone i veri punti di forza permettendo una partecipazione ampia e diretta delle comunità locali. Le finalità sono quelle di promuovere lo sviluppo rurale, favorire la crescita culturale, migliorare l’ambiente ed il paesaggio, incrementare lo sviluppo socio economico-produttivo, turistico e culturale, investire nella qualità e benessere delle comunità locali e costruire modelli di sviluppo per il futuro dei giovani”. (red.)






