L’AQUILA – Lavori fermi per la variante Sud che collegherà la superstrada L’Aquila-Bazzano alla Mausonia, e gli automobilisti protestano per i disagi e le multe.

Alcuni lettori hanno segnalato che da qualche tempo il cantiere è fermo, i mezzi non sono a lavoro, ma le criticità dovute al “lavori in corso” restano.

Come la strettoia, rimasta dopo l’allargamento della pericolosa chicane presente all’inizio, che comunuque crea disagi a chi percorre la strada, trafficata anche da mezzi pesanti.

Le proteste degli automobilisti sono dirette anche contro gli accertamenti di velocità, rilevati con il tele laser dalle forze dell’ordine che spesso si appostano poco prima della strettoia. “Il limite lì è di 30 chilometri orari, quasi impossibile da rispettare perché si arriva dalla discesa. Di fatto è una trappola per gli automobilisti”, sbotta qualcuno.

“Il cantiere è abbandonato e noi cosa abbiamo ereditato? – segnala un altro lettore – Una brutta gincana e un limite di velocità così basso che presto ritireranno la patente a tutti gli automobilisti”.

Sullo stato dell’arte, l’Anas ha fatto sapere che c’è stato il subentro di una nuova impresa, la Cerutti Lorenzo srl, poiché la ditta esecutrice dei lavori, la Lis srl, è fallita.

“Lo scorso 20 giugno – si legge in una nota dell’Anas – l’Impresa Cerutti Lorenzo Srl ha comunicato l’acquisto del ramo di azienda di Lis Srl, l’impresa che si era aggiudicata l’appalto. Il 25 giugno, la Lis Srl ha presentato istanza di ammissione alla legge fallimentare presso il Tribunale di Milano. L’Anas ha preso atto del subentro dell’impresa Cerutti Lorenzo Srl e sta predisponendo l’atto aggiuntivo al contratto stipulato nel marzo 2009”.

Per concludere l’iter burocratico e concludere i lavori, bisognerà attendere ancora.

“In considerazione delle lavorazioni ancora da eseguire – scrive ancora l’Anas –  che ammontano a circa 3 milioni di euro, e della necessità di perfezionare l’Atto di subentro, si prevede che l’apertura al traffico del nuovo collegamento non possa avvenire prima di fine giugno 2015”.

Le difficoltà economiche della Ati si erano presentate fin dal 2012, tanto che la Lis aveva sospeso i pagamenti a fornitori e subappaltatori.