CHIETI – “La Regione Abruzzo mi sembra orientata a non accogliere la proposta di Dea di secondo livello degli ospedali di Chieti e Pescara, e se Chieti sarà esclusa noi reagiremo con molta forza perché la sanità della nostra città ha una storia, una funzione, una rilevanza che non ammette marginalizzazioni. Su questo saremo molto fermi, non potremo accettare in alcun modo un declassamento della sanità teatina”.
È netta la posizione di Giovanni Legnini, candidato a sindaco di Chieti alle elezioni in programma 24 e 25 maggio, sulla partita scottante dell’individuazione degli ospedali di secondo livello, con tutte le specializzazioni, tra i quattro nosocomi dei comuni capoluogo, previsti dalla nuova rete ospedaliera approvata dalla Giunta di Marco Marsilio, di FdI, nel dicembre 2023, ma non ancora individuati, con termine ultimo fissato a fine 2o26.
L’ex commissario di Governo ricostruzione sisma 2016 e di Ischia, già sottosegretario, senatore e vicepresidente del Csm, candidato presidente della Regione nel 2019, raccoglie il testimone del sindaco Diego Ferrara, anche lui del Pd, ed è a capo della coalizione progressista e civica composta da sette liste: Partito Democratico, AVS, Movimento 5 Stelle, Sindaco Legnini Chieti 2026, le realtà civiche Chieti per Chieti, Polo Civico Paolo De Cesare per Legnini Sindaco, Chieti Viva.
Nell’intervista ad Abruzzoweb Legnini indica come priorità del suo programma il completamento del risanamento finanziario dell’ente, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, le politiche sociali ed inclusive, la rivitalizzazione del centro storico, come tanti altri in Italia soggetto a desertificazione, senza dimenticare le periferie.
E lancia un altolà a Marsilio e alla destra che governa in Regione e Roma: “alla luce del mio modo di interpretare le funzioni pubbliche di carattere istituzionale, il mio rapporto sarà nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini di Chieti. Naturalmente se dovesse prevalere, non da parte nostra, ma da parte altrui posizioni discriminatorie reagiremo”.
Giovanni Legnini, per lei questa è una nuova avventura politica, dopo le tante prestigiose cariche ricoperte, come sta andando intanto la campagna elettorale?
Abbiamo registrato un clima di crescente fiducia da parte dei cittadini e una grande partecipazione, una volontà di promuovere un progetto che faccia di Chieti una realtà ancor più forte, più autorevole, più inclusiva, più sostenibile.
‘Senza soldi però non si canta messa’: tema sicuramente importante di questa campagna elettorale è quello del dissesto finanziario dell’Ente. Come stanno messe ora le casse del Comune?
Rimane certamente il fardello dei debiti, una parte dei quali affidati alla gestione della commissione di liquidazione e un’altra parte, purtroppo e per legge, continuerà a gravare sul bilancio comunale e il mio primo impegno sarà di individuare insieme all’Organismo straordinario di liquidazione il percorso per uscire dal dissesto finanziario, condizione indispensabile per fare qualunque altra cosa. Prioritario sarà anche l’irrobustimento e il rafforzamento della riforma digitale della macchina comunale che è stata gravemente indebolita dagli anni di governo della destra e poi dagli effetti del dissesto finanziario.
Un altro tipo di dissesto è quello idrogeologico, come intende affrontare questa emergenza?
Nessuna promessa, ma la certezza di un impegno assolutamente prioritario per soddisfare i diritti di chi ha perso la casa a seguito del grave fenomeno di dissesto in particolare a Santa Maria, promuovere un grande piano di mitigazione del rischio idrogeologico su tutto il territorio comunale, così come ho fatto in molti territori nelle cinque regioni nelle quali ho operato come commissario straordinario in questi anni. Realizzare le opere già finanziate e chiedere al commissario straordinario con il quale io collaborerò, che come è noto è il presidente della Regione Abruzzo e al Governo centrale di incrementare le risorse.
La connessione tra centro e periferie è importante tema accademico a livello urbanistico ma poi rappresenta anche una priorità per i decisori politici. Cosa prevede il suo programma?
Da decenni Chieti centro vive un impoverimento che è preoccupante, rispetto al quale noi abbiamo una strategia fatta di obiettivi concreti per l’accoglienza, la mobilità, la capacità di attrarre, stante l’enorme rilevanza e valore del patrimonio storico, architettonico e archeologico. Prioritario far tornare i giovani, promuovere la costituzione di un organismo pubblico o anche pubblico-privato per la promozione culturale, turistica. Obiettivo insomma è far tornare a vivere il centro storico e con esso le attività commerciali che sono rimaste e le nuove che vogliamo che si attivino a seguito della realizzazione di questo progetto.
Per quanto riguarda le periferie e Chieti Scalo?
Chieti scalo è densa di progettualità e di necessità di interventi che abbiamo esattamente declinato nel programma di governo, i quartieri richiedono attenzione, cura, manutenzioni insieme alle aree rurali del nostro comune e che sono bellissime.
Altro tema importantissimo, le politiche sociali.
Il piano di zona del Comune in questi anni ha dato buoni frutti, ma occorrono più risorse, su questo non ci sono dubbi, bisogna contrastare le fragilità, la povertà crescente, le aree di disagio giovanile e e non solo occorre fare in modo che a fronte del diffondersi delle patologie più preoccupanti, a coloro che sono affetti dallo spettro autistico, alle malattie psichiatriche, alle difficoltà nelle quali si dimenano le persone che hanno perso il lavoro, noi dobbiamo assicurare una risposta, una rete assistenziale, una capacità di includere i soggetti fragili, abbattendo anche le barriere architettoniche e le barriere di accesso al mercato del lavoro e alla opportunità di vita che per troppe persone sono negate.
C’è un altro tema importantissimo che riguarda la sanità regionale segnatamente l’individuazione entro il 2026 dell’ospedale Dea o gli ospedali Dea di secondo livello in base alla nuova rete ospedaliera
La Regione Abruzzo mi sembra orientata a non accogliere la proposta di Dea di secondo livello Chieti e Pescara, e se Chieti sarà esclusa, noi reagiremo con molta forza perché la sanità della nostra città ha una storia, una funzione, una rilevanza che non ammette marginalizzazioni, su questo saremo molto fermi, non potremo accettare in alcun modo un declassamento della sanità teatina. Ne abbiamo diritto, ne hanno diritto i cittadini, ne ha diritto il nostro Ateneo, l’università, ne hanno diritto gli operatori sanitari e noi difenderemo strenuamente la sanità della nostra città.
I suoi avversari politici, i due candidati della Lega e poi di Fratelli d’Italia e Forza Italia insistono entrambi sul fatto che essendo lei il candidato a sindaco del centrosinistra, questo rappresenta di fatto una sorta di sfiducia e bocciatura nei confronti del suo predecessore Ferrara. Cosa risponde?
È un’affermazione del tutto pretestuosa, direi falsa, perché il primo promotore della mia candidatura è stato il sindaco in carica che ringrazio insieme a tutta l’Amministrazione. E loro hanno ritenuto, assieme alle forze politiche civiche che la mia candidatura corrispondesse all’interesse della città e dei cittadini, alla necessità di animare una fase nuova. In questi anni l’amministrazione ha salvato la città a fronte del disastro finanziario ereditato dalla destra. Adesso c’è bisogno di una fase di sviluppo e rilancio, di completamento degli interventi necessari a superare le varie emergenze che si sono abbattute sulla città. La coalizione come è noto si è notevolmente ampliata aprendosi anche a forze politiche civiche che non erano ricomprese nel perimetro della maggioranza che sosteneva l’amministrazione in carica. Piuttosto è la destra che è divisa, noi abbiamo una coalizione coesa, forte e plurale.
Nel caso lei diventasse sindaco avrà tra gli interlocutori privilegiati il presidente della Regione Marco Marsilio di Fratelli d’Italia che lei ha affrontato nelle elezioni del 2019, che rapporto instaurerà?
Alla luce del mio modo di interpretare le funzioni pubbliche di carattere istituzionale, il mio rapporto sarà nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini di Chieti. Naturalmente se dovessero prevalere, non da parte nostra, ma da parte altrui, posizioni discriminatorie noi reagiremo, difenderemo con molta forza i diritti e gli interessi della nostra città, nei confronti del della regione e nei confronti del governo nazionale. Tenuto conto d‘altra parte, che alle Politiche si voterà fra tra un anno e non è detto che il quadro politico rimarrà quello che stiamo vivendo.




