SULMONA – Un agente della polizia penitenziaria in servizio al super-carcere di Sulmona è stato aggredito e ferito da un detenuto campano, di 38 anni, rinchiuso al secondo piano nella sezione reclusi.
L’episodio c’è stato sabato scorso nella sezione penale, ma lo si è appreso solo oggi.
Dopo aver ricevuto una risposta negativa alla richiesta di fare una doccia, il detenuto, affetto da problemi psichici, si è scagliato contro un agente, colpendolo con schiaffi e pugni.
In soccorso del secondino sono intervenuti prima alcuni detenuti e poi il personale di polizia penitenziaria, che sono riusciti a evitare il peggio.
Ma il momento d’ira del detenuto ha avuto un seguito. Trasportato in infermeria, il recluso ha prima allagato i locali per poi tentare di distruggere tutto quello che gli capitava a tiro.
In questa circostanza ha ferito altri quattro agenti che, insieme al collega aggredito qualche minuto prima, hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. Per tutti il medico di guardia ha stilato referti dai due ai cinque giorni di prognosi.
Sulla vicenda è intervenuto il responsabile provinciale Uil Penitenziari, Mauro Nardella: “Sovraffollamento, scarsità di mezzi e di personale, cattiva amministrazione di talune categorie di detenuti, con un solo psichiatra per 160 detenuti psicotici solo a Sulmona – sottolinea – stanno rendendo il sistema ingovernabile e se non si affronterà con serietà il dramma delle carceri italiane non ultimo quello di Sulmona purtroppo saremo costretti a pagarne sempre di più le conseguenze”.
“La situazione è ormai insostenibile – ha aggiunto Andreano Picini, del sindacato Ugl penitenziari – anche in virtù del ritorno ad Avezzano degli agenti che prima erano aggregati a Sulmona. La carenza di personale costringe a turni massacranti, con gli agenti che effettuano il normale servizio e poi, sempre più spesso, devono rientrare a lavoro per l’effettuazione di straordinari necessari a garantire i servizi di sorveglianza”.
“Prima dell’ampliamento previsto dal piano Alfano – conclude Picini – chiediamo che l’organico del personale venga reintegrato”.






