SULMONA – La Procura di Sulmona (L’Aquila) ha aperto un fascicolo sul caso di un operaio, R.Z. 50 anni di Buccino (Caserta), morto domenica scorsa a causa di contaminazione da legionellosi.
L’uomo stava installando in un cantiere di Cansano dei pannelli fotovoltaici. Giovedì scorso era stato accompagnato all’ospedale di Sulmona, con la febbre alta e in preda a una crisi respiratoria. Sintomi che lo avevano portato a pensare, inizialmente, ad una normale influenza.
Ma dagli accertamenti dei medici del reparto di rianimazione è emerso che si trattava di legionella. Dopo un repentino peggioramento delle condizioni sono stati inutili i tentativi dei medici di salvargli la vita. L’uomo “era già in un fase acuta della contaminazione che aveva toccato reni, fegato e muscoli” ha affermato Gianvincenzo D’Andrea, primario e componente, per la legionellosi, dell’istituto nazionale della Sanità, spiegando di aver eseguito sul paziente una terapia aggressiva con respirazione meccanica, sostegno cardiocircolatorio e terapia antibiotica.
Sul caso sta ora indagando la Asl che ha dato mandato all’Arta di effettuare prelievi nei luoghi frequentati dall’uomo, nell’albergo sulmonese in cui alloggiava e il posto in cui lavorava, al fine di capire come possa essere avvenuto il contatto con il batterio killer, che solitamente si annida in luoghi umidi e dove c’é ristagno di acqua.
E’ il secondo caso di legionella a Sulmona, l’ultimo risale a due anni fa quando morì un’operaio della Pantex. In quella circostanza l’agente della malattia fu trovato nel sistema di condizionamento d’aria
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