SULMONA – “Voglio la designazione da parte del mio partito, il 29 si riunisce l’assemblea degli iscritti dalla quale mi aspetto di essere indicato quale candidato sindaco, in caso contrario le 8 liste che abbiamo preparato decideranno chi altro sostenere”.
Bruno Di Masci non esclude un passo indietro, qualora la base del Pd non gli accordi la fiducia, alle elezioni di Sulmona (L’Aquila), chiamata alle urne con due anni di anticipo per la caduta del sindaco dem Peppino Ranalli, arrivata dopo le determinanti dimissioni proprio dei consiglieri del Pd, il figlio Alessio Di Masci e il capogruppo Fabio Ranalli.
Ma Di Masci senior, regista della crisi insieme all’assessore regionale Andrea Gerosolimo, che oggi candida a sindaco Annamaria Casini, esclude ruoli di sorta nello scioglimento anzitempo dell’Assise civica.
“Da tanti anni non sono più consigliere o sindaco, sono uscito dal Consiglio comunale nel 2000, dal 2000 ad oggi nessuna consiliatura si è conclusa ed io non c’ero, sono l’ultimo dei Mohicani – afferma – e questo è uno dei motivi che mi hanno portato a dare la mia disponibilità, mi assumo in prima persona una responsabilità data l’eccezionalità della situazione”.
Quel che gli interessa è il consenso degli iscritti, non il simbolo del partito, che sembra non sarà presente alle elezioni del 5 giugno. Segno della forte difficoltà del segretario regionale Marco Rapino, che dopo aver commissariato il circolo di Sulmona non pare avere il controllo della base, che Di Masci è sicuro di avere dalla sua parte e dalla quale si aspetta un’ampio consenso.
Sulmona laboratorio politico è l’unico comune abruzzese al voto sopra i 15 mila abitanti dove la partita sembra giocarsi tra schieramenti civici, senza la presenza dei simboli di partito.
“Non avrò il simbolo del Pd, sia molto chiaro – asserisce – la nostra sezione è stata commissariata, però solo il segretario e il presidente, cioè gli organismi, ma non gli iscritti dai quali pretendo la designazione”.
“Sono stato il primo, in una manifestazione al cinema Pacifico a mettere in evidenza che in una situazione drammatica come quella di Sulmona dovevamo mettere da parte le convinzioni partitiche arrivando ad patto civico con la città”, aggiunge l’ex sindaco, criticato dalla Casini per l’incosistenza dei programmi a fronte dell’ampio numero di liste che, come rivendica Di Masci, “raccolgono tutti gli orientamenti politici”.
“Abbiamo un programma corposo, lo si è costruito pian piano ed è una sorta di work in progress”, dice. “La Casini? Io sto oltre! Parlo solo di programmi, chi sviluppa tesi come quella per cui vista la mia lunga esperienza dovrei farmi da parte, significa che è a corto di argomenti. E poi l’uomo di scuola sono io, semmai sono io a mettere i voti!”.
E ancora sulla candidata di Noi per Sulmona, che ad AbruzzoWeb ha detto che Di Masci appartiene al passato e che le sfide di oggi sono molto diverse da quelle che un amministratore ha dovuto affrontare anni fa: “Ho contatti e importanti a livello regionale e nazionale – dice compiaciuto – se non li avessi non potremmo uscire dalla situazione in cui ci troviamo, attualmente sono anche un consulente regionale per la Sanità, nominato dal presidente Luciano D’Alfonso, che collabora con l’assessore Silvio Paolucci“.
Infine, sull’annunciata ipotesi di rinunciare all’indennità, che per molti è una scelta quasi obbligata per motivi di convenienza fiscale, afferma: “Quella da sindaco è dovuta, la pensione (da preside, ndr) mi spetta di diritto, anzi ci rimetterei perché mi aumenta lo scaglione di reddito, quindi sostenere il contrario è frutto di ignoranza”.
Oltre a Casini e Di Masci, in campo per le amministrative del 5 giugno ci sono poi Elisabetta Bianchi per Forza Italia, della cui emorragia sta tuttavia beneficiando lo stesso Di Masci, il movimento Sulmona bene in comune (Sbic), che ricandida Alessandro Lucci, sul quale convergono anche i dissidenti del Movimento cinque stelle, e Alberto Di Giandomenico, sostenuto da Fratelli d’Italia. I salviniani, intanto, non saranno presenti alla competizione e hanno smentito l’ipotesi di sostegno a Di Giandomenico.





