SULMONA – “Difficile individuare il senso istituzionale nella richiesta di consiglio comunale avanzata dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini al solo fine di dispensare una mera comunicazione sulle sue dimissioni per l’ultimo giorno del termine utile al loro ritiro”.
Così risponde il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Sulmona, Elisabetta Bianchi, risponde alal richiesta del sindaco di convocare un consiglio straordinario d’urgenza, che dovrà essere fissato entro venerdì 31 agosto ultimo giorno utile per revocare o confermare le dimissioni.
Una mossa a sorpresa da parte del sindaco che ha motivato la richiesta già inoltrata alla presidente del consiglio Catia Di Marzio, nella necessità di dover comunicare la sua decisione direttamente alla cittadinanza.
“Con un colpo maestro ben assestato di analfabetismo istituzionale, probabilmente dal carattere autolesionista, è lo stesso sindaco a ridurre i consiglieri comunali, e ciò che rappresentano, a meri convitati di pietra evitando la discussione in consiglio Comunale e ammantando una richiesta fuori dal termine del regolamento con motivazioni sprovviste di una urgenza che non c’è”, è il commento del capogruppo.
“Infatti quale urgenza di convocazione può esserci per mere comunicazioni di fatti noti sin dal giorno 11 agosto scorso e che posso essere tranquillamente trasferiti a mezzo stampa? (Come peraltro accaduto con la comunicazione delle dimissioni da parte di un sindaco che usa abbandonare le sedute del consiglio comunale come se fosse lo studio di Uomini e Donne di Maria De Filippi)?”, prosegue.
“E quantunque la conferenza dei capigruppo fosse disposta a recuperare l’ordine del giorno e ad introdurne la discussione, potrebbe comunque intendersi legittimamente recuperato ai sensi del regolamento il carattere dell’urgenza necessario per derogare al termine della convocazione del consiglio comunale previsto dal regolamento per il suo funzionamento? Non credo”, aggiunge.
Per il capogruppo la richiesta, “avrebbe avuto un senso compiuto e quindi probabilmente proficuo, se fosse stata avanzata (come peraltro già auspicato da questo gruppo) nel mezzo del guado per introdurre chiarezza di ruoli, pretese, contenuti e prospettive di una crisi che lascia irresponsabilmente agonizzare la città per una gestione strettamente familiare delle sue Istituzioni vilmente piegate alle isteriche pretese dei singoli individui e per questo insopportabile”, conlude.





