LANCIANO – C’è l’inchiesta sul ritrovamento di derrate umanitarie Ue nelle discariche di contrada Fontanelle a Lanciano (Chieti).
A dare notizia qualche giorno fa degli aiuti abbandonati il quotidiano Il Messaggero.
Tra i rifiuti, da oltre un mese, campeggiano alimenti di matrice europea destinati ai poveri.
Pasta di grano duro, biscotti per bambini, legumi, latte, coloranti, estratti per prodotti dolciari, liquori, marmellate: sono stati abbandonati nella spazzatura, lungo 700 metri di una via malconcia come molte delle strade provinciali del Chietino semicoperta da arbusti e tappezzata da immondizia.
Molte delle cibarie recano inoltre sulla confezione la dicitura Aiuto Ue-Fead. Prodotto non commeciabile – non sono ancora scadute.
I fatti sono ora al centro di verifiche di forze dell’ordine e magistratura.
A disporre le indagini è stato il pubblico ministero Rosaria Vecchi.
“Il Comitato locale della Croce Rossa Italiana di Lanciano ha appreso, sgomento, del ritrovamento di derrate umanitarie U.E. presso una discarica abusiva di Lanciano. Pur non conoscendo l’entità del fenomeno, il Comitato esprime dolore e sconcerto per quanto accaduto”.
Lo scrive in una nota Assunta Casalaspro, delegata socio-Assistenziale Cri Lanciano.
“In un momento così difficile, a fronte dell’acutizzarsi dei fenomeni di povertà, anche un solo pacco di pasta gettato tra i rifiuti rappresenta uno schiaffo alla dignità delle persone che hanno bisogno e all’impegno di coloro che tentano di lenire quelle difficoltà”, aggiunge la nota.
“Il Comitato locale di Lanciano gestisce aiuti U.E., come del resto altre Associazioni locali di volontariato, e lo fa seguendo procedure rigorosissime -specifica la Cri – la presa in carico delle merci, l’immagazzinamento ed in fine la loro distribuzione è puntualmente documentata e dunque tracciata da un sistema sempre verificabile, nel quale vengono annotati anche gli estremi dei documenti di chi ha beneficiato del singolo aiuto. Sempre dalla stampa si apprende anche che gli alimenti in discorso non sarebbero neppure venuti a scadenza, tingendo l’intera vicenda di tonalità ancor piú assurde e fosche: quegli alimenti potevano ancora servire”.
“Naturalmente il Comitato confida nell’operato degli organi di giustizia affinché possano accertate i fatti, anche nell’interesse delle tante Associazioni di volontariato che si impegnano quotidianamente per far fronte all’emergenza povertà nel comprensorio Frentano”.





