L’AQUILA – Clamoroso stop ieri  alla manifestazione di free climbing sulle facciate dei palazzi storici vincolati della città inserito nel calendario di eventi “L’Aquila rinasce con lo sport” promosso e finanziato dal Comune, giunto alla seconda edizione, e che ha avuto un grande successo, con appassionati di arrampicata urbana arrivati da tutta Italia.

Come si legge in una nota, “i Carabinieri con la Soprintendenza hanno effettuato un primo sopralluogo sui luoghi segnalati. Nessuna autorizzazione in merito era stata rilasciata dalla Soprintendenza e, al fine di scongiurare danni al patrimonio, è stato indicato di terminare la manifestazione attestando la rimozione di tutti gli apprestamenti. La Soprintendenza ha disposto già a partire da questa settimana  sopralluoghi unitamente ai carabinieri del Nucleo, mirati a verificare lo stato effettivo dei luoghi interessati dall’evento e la presenza di eventuali danni al patrimonio culturale”.

Ancor prima si erano accese polemiche social.

“Non sono un bacchettone, né si può dire che a me non piaccia l’arte in tutte le sue espressioni, specie quella sportiva… però credo che tutto abbia un limite, a maggior ragione quando il nostro patrimonio artistico-culturale cittadino, che con fatica si sta tentando di riportare al suo antico splendore, debba e possa essere tutelato maggiormente e difeso da qualsivoglia eccesso. Intonaci storici, cornicioni e marmi di monumenti, portali antichi alla mercé dei climbers, forse inconsapevoli di ciò che arrampicavano, per un uso oggettivamente incompatibile con il loro carattere storico e tali da arrecare pregiudizio alla loro conservazione…”, ha commentato in un post del consigliere comunale de Il passo possibile Alessandro Tommasoni.

“Se da un lato può rendere felici gli aquilani vedere la nostra città animata da atleti appassionati e di primo livello dall’altro sarebbe da chiedersi se l’organizzazione di tale evento prevedesse anche ciò che vediamo in foto o si sia andati oltre, e sarebbe a quel punto altrettanto grave, tale da creare malcontento in diversi cittadini. Verrebbe da chiedersi, per esempio: ci sono pareri della Soprintendenza alla base della autorizzazioni concesse per questo tipo di attività? E’ stato previsto un servizio d’ordine per il controllo su ogni monumento interessato? Per me, non va bene”, prosegue il consigliere.

A seguire un fitto dibattito da una parte chi definisce l’iniziativa una “follia”, dall’altra chi ricorda che il climbing urbano è una disciplina che è praticata in tante città d’arte, senza nessuna polemica, e c’è chi ironizza: “ai palazzi ci farei appendere i salami in maniera tale da ricordare ai vari beneficiari di enormi contributi statali quanto costa e vale quello che la collettività ha sostenuto. Non vedo danni alle facciate e quindi non riesco a comprendere il perché di tanta indignazione. Sinceramente mi occuperei di altro”.