L’AQUILA – Era impegnato nella ricostruzione post-terremoto il 52enne ex pentito Calogero Pulci, originario di Sommatino (Caltanissetta), arrestato ieri a Montesilvano (Pescara), dagli uomini della Dia insieme ad altre tre persone nell’ambito dell’inchiesta legata al processo ‘Borsellino-bis’ sulla strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e a cinque uomini della sua scorta.
L’eccidio avvenne a due mesi di distanza da quello di Capaci, in cui rimase vittima il giudice Giovanni Falcone, che insieme al collega formò la coppia di magistrati in grado di mettere in ginocchio la mafia siciliana negli anni ’80.
L’accusa per Pulci è di calunnia aggravata per false dichiarazioni al ‘Borsellino-bis’.
L’ex pentito lavorava nella ditta del fratello che, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, sta lavorando nell’ambito della ricostruzione.
Pulci era uscito dal programma di protezione per poi essere messo in regime di detenzione domiciliare nel comune del Pescarese dove ieri sono scattate le manette.
La pena era stata sospesa per motivi di salute.




