BOLOGNA – Sono passati 32 anni da quel 2 agosto mattina, quando nella sala d’aspetto della stazione di Bologna una valigia contenente 20 chili di esplosivo esplose ponendo fine alla vita di 85 persone e mutilandone per sempre circa 200.   

Da quelle maledette 10.25, fissate per sempre dall’orologio della stazione diventato un simbolo della strage, sono trascorsi prima i giorni, poi i mesi e gli anni. Anni di proteste e accuse, mentre la verità e la giustizia per i familiari delle vittime sembrano allontanarsi sempre di più.

Se la magistratura negli anni, lentamente e con fatica, ha punito i presunti attentatori, condannando i militanti di estrema destra Francesca Mambro (nata a Chieti), Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini come esecutori materiali e di Licio Gelli come depistatore, ancora nulla si sa circa i mandanti della mattanza.

Sulla strage, uno degli atti terroristici più gravi in Italia nel secondo dopoguerra, continuano a emergere nuove ipotesi alternative, come quella che a mettere la bomba nella sala d’attesa non sia stato il terrorismo di destra ma che l’esplosione sia riconducibile alla rottura degli equilibri del Lodo Moro tra l’Italia e il terrorismo palestinese.

Seguendo questa pista, ripetutamente riproposta da Francesco Cossiga, il 19 agosto dello scorso anno la Procura ha posto sotto indagine due terroristi tedeschi, Thomas Kram e Christa Margot Frohlich, entrambi legati al gruppo del terrorista venezuelano Carlos, i quali risulterebbero presenti a Bologna il giorno dell’attentato,

L’associazione delle vittime ha depositato in Procura un esposto con gli atti di processi di stragi come piazza Fontana e piazza della Loggia che riletti assieme, per il presidente Paolo Bolognesi, permettono di risalire dal terrorismo nero al ‘cuore oscuro delle istituzioni’ dietro la strage. “I servizi depistarono. Sono nominati dal consiglio di ministri. Bisognerà pur guardare all’interno del consiglio dei ministri”, ha incalzato.

La cerimonia principale, che da copione inizia con un incontro nell’aula del consiglio comunale di Bologna e si conclude in piazza Medaglie d’Oro, davanti all’ingresso principale della stazione ferroviaria, per anni è stata accompagnata dai fischi dei partecipanti rivolti al rappresentante del governo, che per due anni ha latitato e che oggi sarà invece rappresentato dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri.

Il ministro sarà accolto dal presidente Bolognesi, nella sala del Consiglio comunale assieme al sindaco, Virginio Merola. “Siamo molto contenti che sia la Cancellieri a rappresentare il governo – ha spiegato Bolognesi – e anche lei si è detta molto contenta di stare assieme a noi. Tra l’altro mi ha promesso che arriverà con delle risposte, speriamo sia la volta buona”.

Presente alla cerimonia anche l’assessore Elisabetta Leone in rappresentanza del Comune dell’Aquila. (e.m.)