PESCARA – Roberto Straccia è morto tra le 16 e le 16.30 del giorno in cui è scomparso, il 14 dicembre 2011, dopo essere uscito per fare jogging a Pescara.

È quanto emerge dai risultati dell’autopsia effettuata sul corpo del ragazzo, incrociati con le testimonianze dei coinquilini dello studente, ritrovato cadavere sugli scogli di Bari il 7 gennaio, che hanno spiegato che il giovane marchigiano quel giorno aveva mangiato tra le 12 e le 12.30.

Unendo questo dato a quello del medico legale, che ha accertato che la digestione di Roberto si è bloccata 4 ore dopo l’ultimo pasto, emerge che il giovane sarebbe morto tra le 16 e le 16.30.

Sarebbero quindi i tre coinquilini dello studente ad essere stati messi sotto torchio nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara.

Un interrogatorio definito dal Il Resto del Carlino “pressante”, durante il quale uno dei tre si sarebbe contraddetto più volte, alimentando forti dubbi sulla versione dei fatti fornita.

Polemiche si sono accese nei giorni scorsi per le dichiarazioni dello psichiatra criminologo Alessandro Meluzzi per il quale Roberto è stato ucciso, ipotesi smentita dagli stessi carabinieri di Pescara che l’hanno definita “ipotesi fantascientifica”.

Le uniche due ipotesi che restano aperte sulla scomparsa del giovane sono quella di un incidente che ha provocato la caduta in mare del ragazzo o di un gesto volontario.