MORESCO – Potrebbero essere celebrati sabato mattina a Moresco (Fermo) i funerali di Roberto Straccia, lo studente ventiquattrenne scomparso a Pescara mentre faceva jogging il 14 dicembre.
Qualche giorno fa un corpo è affiorato dal mare a Bari Palese (Bari) e, pur non essendo ancora riconosciuto ufficialmente, aveva indosso gli indumenti e alcuni effetti personali portati da Roberto il giorno della sparizione.
Domani sarà effettuata l’autopsia a Bari (e contestualmente l’accertamento del Dna), poi il corpo dovrebbe essere a disposizione per la sepoltura e potrebbe arrivare a Moresco venerdì sera.
La camera ardente si dovrebbe tenere nella chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò. Secondo il diacono della parrocchia Marco Tesi, il rito potrebbe essere concelebrato dall’arcivescovo di Fermo, monsignor Luigi Conti e in chiesa non dovrebbero essere ammesse telecamere.
Per Bari sono in partenza Mario e Rita Straccia, genitori di Roberto.
“Come posso non andare?” osserva Mario, che in questi giorni ha lanciato vari appelli televisivi per la ricerca della verità, ribadendo di non credere all’ipotesi del suicidio.
A Bari ci saranno anche alcuni consulenti del pool di super esperti scelti dai familiari: ultimi in ordine di tempo il medico legale Claudio Cacaci e un’agenzia di investigazioni private di San Benedetto del Tronto.
AL MOMENTO SI ESCLUDE LA MORTE VIOLENTA
Solo i risultati dell’autopsia e degli esami del Dna, previsti per domani a Bari, potranno fugare ogni dubbio sull’identità e le cause del cadavere ritrovato l’8 gennaio scorso e che verosimilmente sembra essere quello di Roberto Straccia, il giovane studente universitario di Moresco (Fermo) scomparso a Pescara a dicembre.
Le Forze dell’ordine sono comunque al lavoro per far luce su quello che sembra ormai un vero e proprio giallo. Per i Carabinieri, almeno stando ad un esame sommario della salma, non sembrano esserci segnali che possano ricondurre ad una morte violenta.
“A un primo esame non c’è nulla che lasci presagire una fine cruenta – spiega il capitano Eugenio Stangarone, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Pescara – Non si può sottacere l’assenza di elementi lesivi esterni riconducibili alla volontà di terzi”.
Se le analisi dovessero confermare le prime impressioni verrebbe meno, dunque, l’ipotesi di aggressione violenta ai danni del ragazzo e si tornerebbe a rivalutare l’ipotesi dell’incidente o del suicidio.
Un’eventualità, quest’ultima, esclusa dalla famiglia Straccia in maniera categorica: “Non può sparire un corpo senza che nessuno veda qualcosa. È impossibile. Roberto ha fatto un corso di nuoto e non amava particolarmente né il mare né l’acqua. Lui non andava lì a correre”.
Con un pool di super esperti al seguito, i familiari di Roberto Straccia andranno domani nel capoluogo pugliese per assistere all’autopsia del cadavere (non ancora identificato ufficialmente) ripescato sabato mattina a Bari Palese, con indosso i vestiti, l’iPod e un mazzo di chiavi.
A Bari dovrebbero arrivare l’ex comandante del Ris Luciano Garofano, biologo, il dottor Enrico Rizzo, medico legale di Sabrina Misseri, l’avvocato Emilia Velletri, che pure ha assistito la Misseri, lo psichiatra Alessandro Meluzzi e il consulente informatico Giovanni Bassetti, che si è occupato dell’inchiesta sull’omicidio del trans Brenda.
I professionisti sono stati contattati dalla famiglia Straccia tramite un’associazione.




