L’AQUILA – Il grido d’aiuto di una madre rimasta senza marito, senza padre, senza lavoro e con due figli piccoli a carico.

Arriva da Tarquinia (Viterbo) l’appello di Laura D’Aureli, 40 anni, giovane madre che versa in una condizione allarmante dopo essere stata ripetutamente bersagliata dalla sorte.

Non è una vicenda di questa regione, ma AbruzzoWeb ha deciso di pubblicarla lo stesso perché le storie degli ultimi non conoscono confini amministrativi.

LA LETTERA DELLA DONNA

Dal 24 giugno 2011 è passato ormai del tempo. La sofferenza per la perdita di mio marito non accenna a diminuire, anzi si fa sentire sempre più forte e riesco con moltissima fatica a reggere il peso di questo immenso dolore.

Ogni giorno che passa mi chiudo sempre più in me stessa, vedo sempre più nero. I miei due bambini (due gemelli di quattro anni) soffrono tantissimo la mancanza del padre e lo dimostrano anche con un attaccamento “morboso” nei miei confronti, temono di rimanere soli e mi stanno sempre addosso.

La loro vicinanza è si piacevole, ma è anche molto soffocante, mi fa capire che sono il loro unico punto di riferimento e mi crea angoscia. Sono tenerissimi e quando non riesco a nascondere le lacrime davanti a loro mi abbracciano e mi consolano dicendomi che non sono sola perché loro sono con me.

Il cuore in quei momenti è come se scoppiasse… Se solo penso che cresceranno senza un padre che li ha sempre amati e desiderati sto male per loro e non so cosa fare. I servizi sociale e il Comune mi hanno messo a disposizione due psicologhe per aiutarmi ad affrontare i problemi con loro. Tutti noi abbiamo bisogno di serenità, io per prima per poter riuscire a tranquillizzare loro.

Ora non riesco ad averla, sono senza lavoro, senza nessuna prospettiva, per un problema burocratico non riesco ancora a prendere la pensione (se pur minima), non ho diritto alla disoccupazione , vado avanti con quel poco che mi danno i servizi sociali, con l’aiuto di mia madre malata e di mia sorella, di qualche parente e amico di buon cuore.

I genitori, i fratelli e gli altri parenti di mio marito non si curano di noi. Trovo tutta questa situazione molto umiliante, non sono abituata a chiedere aiuto , ho sempre cercato di andare avanti con le mie forze.

Ho sempre pensato di essere una persona molto forte e lo sono stata per tutta la mia vita ora anche se a malincuore devo chiedere aiuto perché la mia forza è esaurita.

Non posso permettermi di lasciarmi andare perché ho due gemelli i quattro anni da seguire (che rimarrebbero soli!) ma piano piano è quello che sta accadendo.

Non credo di chiedere la luna, sto solo cercando di trovare un lavoro dignitoso che mi permetta di far crescere serenamente i miei figli.

Ho deciso di scrivere questa lettera perché sono stanca delle false promesse, delle prese in giro (“Aspetta, ora vediamo cosa possiamo fare”; “Ti faccio lavorare un mese poi chissà tra un po’…” eccetera).

Ho bisogno di lavorare per trovare un equilibrio sia economico che mentale . Questo è il grido di aiuto di una madre sola con due gemelli di quattro anni che non ce la fa più ad andare avanti e si sente abbandonata da tutte le istituzioni e da tutti , proprio nel momento in cui ne ha più bisogno.

Chiedo , anzi grido, a tutte le autorità competenti di aiutarmi.

Laura D’Aureli

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