L’AQUILA – Un ordine del giorno, a firma della senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, per allineare progressivamente i trattamenti stipendiali del personale dipendente di palazzo Madama a quelli delle altre amministrazioni pubbliche.

Oggi, infatti, l’ufficio di presidenza e il collegio dei questori del Senato hanno accolto l’istanza che “nasce dalla presa di coscienza delle condizioni in cui versa il nostro Paese, che vede un tasso di disoccupazione sempre crescente e salari notevolmente bassi per tutti i fortunati che riescono a mantenere o a trovare un posto di lavoro”, spiega la Blundo in una nota.
 
Una razionalizzazione dei costi interni di gestione, partendo dalle fasce retributive più alte fino a una graduale parificazione degli stipendi erogati dal Senato a quelli delle altre pubbliche amministrazioni, “nonostante il personale dipendente del Senato della Repubblica si contraddistingua per eccellente professionalità e sia di fondamentale supporto allo svolgimento dell’attività istituzionale”, prosegue la senatrice.
 
“Sempre in un ottica di razionalizzazione dei costi, l’ordine del giorno impegna lo stesso Ufficio di presidenza e i questori a bloccare l’aumento degli stipendi nelle parti terminali di carriera e a vietare il cumulo, per i dipendenti in quiescenza, dei trattamenti pensionistici erogati dal Senato con i redditi da lavoro – conclude – In questa Italia, dove è sempre più evidente il divario tra ricchi e poveri, è necessario intervenire in tale direzione, ai fini di un miglioramento della condizione di tutti coloro che percepiscono un salario non consono alle proprie capacità ed alle ore lavorative”.