ATESSA – “Io creo panico? No, solo citazioni: Mi sono limitato a riportare fedelmente le parole di Jean‑Philippe Imparato, responsabile Europa di Stellantis: ‘Ogni punto che non faccio mi costa 50 milioni. Il rischio massimo che ho è di 2 miliardi e mezzo fra 2-3 anni. Questo lo pago una volta, la seconda volta chiudo Atessa’.

Questa la replica di Alfredo Fegatelli della Fiom Cgil all’assessore regionale Tiziana Magnacca, che riferendosi alla prima nota della Cgil ha detto che è “gravissimo scrivere che si prefigura la chiusura di uno degli stabilimenti strategici di Stellantis come quello di Atessa, di cui non solo Jean-Philippe Imparato, responsabile per l’Europa di Stellantis, non né parla, né cita affatto, ma sul quale vi sono state espresse dichiarazioni sulla importanza e preponderanza per le produzioni e il fatturato per Stellantis”.

L’Ugl si scaglia invece contro la Fiom prendendo di fatto le difese dell’assessore di Fratelli d’Italia, interviene anche il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, lanciando a sua volta l’allarme.

Questa la controreplica di Fegatelli che riporta innanzitutto il link dell’intervista con le parole di Imparato e commenta: “se l’assessore non ha colto la portata della frase, può rivedere l’intervista”.

Per poi incalzare, “L’assessore Tiziana Magnacca non è nuova a clamorose sviste. Indimenticabile quel 23 luglio 2024, quando si fece riprendere mentre leggeva il Sole 24 Ore per annunciare assunzioni in Sevel. Il giorno dopo la stessa azienda comunicava la cassa integrazione. Una perfetta sintesi del rapporto tra propaganda e realtà. Oggi, forse ancora scossa dalla vicenda ARAP, dove persino la sua stessa maggioranza ha preferito prenderne le distanze, si è distratta e si lancia in un’accusa surreale: sostiene che starei generando “panico” e diffondendo notizie infondate”.

“Chiariamolo una volta per tutte: seguo da anni l’evoluzione del settore automotive e non ho mai dichiarato che l’ex Sevel fosse destinata alla chiusura. Mi sono limitato a riportare fedelmente le parole di Jean‑Philippe Imparato, responsabile Europa di Stellantis. Altro che allarmismo: questa è la realtà industriale che bussa alla porta”.

“Se oggi qualcuno si scandalizza perché ho riportato una dichiarazione, forse non dovrebbe prendersela con me, ma con chi quella frase l’ha pronunciata, a meno che non si tratti, inconsapevolmente, di una forma di sudditanza psicologica. Del resto, non stiamo parlando di un sindacalista bolscevico, ma di un manager di primo livello, abituato a pesare le parole. E se quelle parole disturbano, il punto non è che io le abbia ripetute: il punto è che a dirle è stato Jean‑Philippe Imparato, che fino a prova contraria è tra più stimati dalla stessa assessora”, prosegue Fegatelli.

“La verità è che in questi anni, (dal 2019) qualcuno ha preferito non ascoltare chi, con elementi concreti, cercava di spiegare cosa stava realmente accadendo nel settore automotive in Abruzzo. E oggi si finisce nel mirino non per delle opinioni personali, ma per aver riportato fatti e dichiarazioni ufficiali. Quanto alla mia esistenza in vita, posso rassicurare l’assessore che a certificarla sono le Lavoratrici e i Lavoratori che ogni giorno incontro – conclude Fegatelli -. Non ho bisogno di urlare o inventare scenari irreali: mi limito a fare il mio dovere, dicendo le cose come stanno, anche quando molti fanno finta di non sentire. La differenza tra un sindacalista e un politico? È semplice: per il primo, le parole hanno un significato; per il secondo possono diventare un’interpretazione. E poiché l’assessore mi ha attribuito la frase sulla chiusura dello stabilimento di Atessa, che non ho mai pronunciato, mi aspetto delle scuse pubbliche”.

Siamo chiari, la situazione in cui versano le aziende legate all’automotive in Italia, è ormai risaputa, sta attraversando una grave crisi che preoccupa innanzitutto i lavoratori coinvolti e di conseguenza le loro famiglie. Il Sindacato, a tal proposito, da un lato ha l’obbligo di prendersi le proprie responsabilità, denunciando con fermezza e determinazione le situazioni di crisi, ma dall’altro lato deve avere il coraggio di assumersi le stesse, per affrontarle in modo ragionato con le controparti datoriali”.

Il segreteria provinciale di Chieti Pescara dell’Ugl Metalmeccanici, ribatte però: ” condanniamo alcune dichiarazioni catastrofiche espresse dalla stessa Fiom Cgil Territoriale di Chieti che accusa l’assenza delle istituzioni Regionale Abruzzo e Nazionali scaturite dopo le dichiarazioni espresse da Jean-Philippe Imparato, responsabile per l’Europa del gruppo automobilistico, secondo cui “entro fine anno, se non cambieranno le condizioni su costi energetici e normative sull’elettrico, Stellantis potrebbe chiudere alcuni stabilimenti italiani, tra cui Stellantis di Atessa”. Riteniamo che questi proclami siano pretestuosi, dettati prevalentemente per fini politici e invitiamo la rispettabilissima FIOM a “non buttare benzina sul fuoco” Detto questo ci aspettiamo che la direzione Stellantis di Atessa, convochi al più presto i sindacati presenti in Azienda per fornirci
spiegazioni in merito alle dichiarazioni di Imparato”.

Nessun gratuito allarmismo, invece, per il capogruppo Pd in Consiglio regionale Paolucci.

Le parole pronunciate dal responsabile di Stellantis per l’Europa, Jean Philippe Imparato,  sulle possibili sorti dello stabilimento di Atessa sono gravi, serie e preoccupanti, ma altrettanto grave e soprattutto preoccupante è l’ansia dell’assessora alle Attività produttive Magnacca di tranquillizzare e a dare un quadro ottimistico della situazione, arrivando persino a negare che il manager abbia parlato di possibile chiusura dello stabilimento, nonostante l’argomento sia emerso in una sede ufficiale insieme a un allarme volto a smuovere il Governo nazionale. In sostanza, se non verranno modificate in termini ragionevoli e rapidi alcune misure comunitarie, lo stabilimento di Atessa è a rischio, questo ha detto a chiare lettere Imparato e se questa è certamente una responsabilità dell’Europa, che deve rendere più ragionevoli e flessibili la giusta traiettoria verso la transizione, non può e non deve far stare tranquille le istituzioni locali, anzi”.

“Imparato ha lanciato altri due allarmi: il primo relativo ai costi energetici che in Italia sono il doppio e a volte il triplo rispetto ai Paesi europei confinanti e ciò rende la competitività del nostro sistema perdente – spiega Paolucci – . La responsabilità è del Governo italiano, a cui da tempo stiamo chiedendo una nuova e più incisiva politica energetica, possibile, ad esempio, staccando il prezzo dell’energia dal costo del gas, come hanno fatto altri Paesi e, poi ha detto che serve una politica strategica per rinnovare il parco delle auto circolanti in Europa e in Italia, cosa realizzabile solo con interventi strutturali sui mercati e una politica industriale strutturata e strategica e anche questa è una responsabilità del Governo nazionale. Ma è chiaro che serve una leva regionale, se la conseguenza della mancanza di azioni in tal senso mette a rischio realtà territoriali storiche e importantissime come quella di Atessa. In sostanza, l’assessore Magnacca non avrebbe dovuto aspettare l’allarme di Imparato e preoccuparsi per tempo, come l’abbiamo più volte invitato a fare, chiedendole di abbandonare la propaganda e passare ad azioni concrete. Bastava rendersi conto che in 5 anni i dipendenti di Sevel sono passati da più di 6.000 a poco meno di 5.000, quando sarà entrato in vigore l’ultimo accordo; mentre quelli di Denso sono arrivati già a meno di 600, questo lasciando fuori dalle statistiche l’indotto di queste realtà, in cui operano oltre 25.000 addetti”.

Continuare a rassicurare e lanciare messaggi ottimistici ed entusiastici sull’occupazione nella nostra regione, senza mai misurare il numero di ore effettivamente lavorate, includendo quindi nel conto le migliaia di ore di Cassa integrazione tuttora in corso, la sostituzione di posti di lavoro stabili e qualificati con posti precari e incerti, è un’operazione grave e irresponsabile. Peraltro è assurdo che tutto ciò avvenga nella provincia in cui si concentra il cuore dell’industria abruzzese, dove più forte è stato lo sviluppo del passato e più grandi sono i rischi e la crisi attuali e per il futuro. Difendere il sistema industriale della provincia di Chieti dovrebbe richiedere una politica strutturale fatta di sostegno alle imprese e al lavoro, azioni positive sul fronte di infrastrutture e servizi, solo con questi tre elementi si costruisce un ambiente adatto allo sviluppo industriale. Ma ad oggi non vediamo politiche efficaci, gli investimenti infrastrutturali sono al palo e per quanto riguarda i servizi, ci troviamo di fronte un Governo regionale che di fatto cerca di far passare per buoni dati sull’economia che definiscono bene la precarietà della situazione e smantella servizi sensibili, come succede alla rete di emergenza-urgenza, togliendo i medici dalle ambulanze e i Punti di primo soccorso in una zona che invece dovrebbe essere tutelata. Una linea che porta diretta al baratro annunciato da Stellantis”, conclude Paolucci.