L’AQUILA – Bollette salatissime in casa Cus L’Aquila, sgradita “eredità” delle tendopoli del post-terremoto.
A far saltare sulla sedia il presidente del centro sportivo universitario dell’Aquila, Francesco Bizzarri, le vertiginose fatture di luce e gas, per larga parte attribuibili a suo dire ai consumi del campo allestito nell’impianto sportivo di “Centi Colella”, che ospita le attività cussine, dopo il 6 aprile 2009.
In apprensione anche per le sorti della ditta che si occupa dei lavori e per il ripristino dei campi di calcio e rugby, ancora impraticabili perché abbandonati alla ghiaia post-tendopoli, Bizzarri, cifre alla mano, illustra i problemi che il Cus sta affrontando.
“L’Enel – esordisce – ci ha staccato la corrente prima di Natale perché non abbiamo pagato le bollette. Abbiamo ricevuto due bollette altissime di 72 mila euro per il gas e 15 mila euro per la corrente”.
“Certamente – aggiunge – l’importo maggiore è da attribuire all’utilizzo delle utenze nel periodo della tendopoli. Non possiamo pagare cifre del genere”.
Il dottor Bizzarri parla poi dei fondi stanziati per ripristinare gli impianti sportivi.
“La cifra richiesta inizialmente – spiega – è stata di un milione e duecento mila euro, poi sono stati ‘concessi’ 500 mila euro, ma la copertura economica non c’è. Il Comune dell’Aquila e l’Sge si ‘rimpallano’ le responsabilità e noi non sappiamo cosa fare”.
“La ditta che avrebbe dovuto svolgere i lavori di ripristino a Centi Colella- aggiunge – è in fallimento. Speriamo che non ci stacchino anche il gas”.
Non è ormai un segreto il sovraffollamento del campo di “Centi Colella”, dove si alternano giornalmente 500 persone, ma la carenza di strutture sportive fa interrogare i più maligni sulla candidatura del capoluogo d’Abruzzo alle Universiadi del 2019. (a.l.)



