L’AQUILA – Una denuncia al Comune dell’Aquila per inadempienza a un’ordinanza di allontanamento di capi di bestiame, risalente al novembre 2011, emessa per porre fine a una indecorosa stalla a cielo aperto a pochi metri dalle abitazioni.

È quanto è stato costretto a fare Fabrizo Pica Alfieri, proprietario di un terreno dato in comodato d’uso ad alcuni contadini nel 2009, nella frazione di Onna.

Come già svelato nel giugno 2012 da AbruzzoWeb, sul suo terreno da oltre 4 anni c’è una stalla a cielo aperto, dove giace una dozzina di cavalli costretti a vivere in condizioni di estremo degrado, immersi nello sterco e in ogni sorta di liquami. Uno scempio, a pochissimi metri dal villaggio donato dal Trentino dopo il sisma del 6 aprile 2009.

“Sono stato costretto a denunciare il Comune per inadempienza all’ordinanza! – dice Pica Alfieri – Come risultato, dopo un sopralluogo, mi è stato detto di trovare una soluzione in accordo con i contadini che hanno in comodato d’uso il mio terreno”.

Una situazione che va avanti troppo tempo ormai e che peggiora di giorno in giorno. “Questo è vero e proprio maltrattamento – sbotta – la situazione dal giugno scorso è peggiorata. I cavalli patiscono il freddo e hanno anche tentato la fuga più di una volta, forzando il recinto. È una situazione insostenibile per quelle povere bestie e per la gente che vive a pochi metri di distanza da questo orrendo spettacolo. C’è cattivo odore da anni, e nessuno dice nulla”.

Pica Alfieri torna a rimarcare anche “l’omertà più assoluta, sia delle istituzioni che dei cittadini, nei confornti di un’illegalità che si consuma ogni giorno”.

A nulla sono valsi gli esposti che, nel corso di questi ultimi anni, Pica Alfieri ha indirizzato alle autorità pubbliche per la tutela dell’ambiente come Arta, Asl, Comune dell’Aquila, Forestale, Provincia, Carabinieri e Procura: la stalla si trova infatti a pochissimi metri dal centro abitato, non rispettando la distanza minima.

“La Asl è stata l’unica a essersi occupata della cosa – prosegue – lo scorso 14 ottobre 2011 ha inviato al Comune una richiesta di ordinanza di allontanamento degli equini per danno ambientale”.

Un mese dopo, l’ordinanza comunale numero 840 a firma Massimo Cialente ha sollecitato la polizia municipale a “voler riferire circa lo stato di esecuzione dell’allontanamento dei capi di bestiame”, ma è caduta nell’oblìo.

Scaduto il comodato d’uso nel 2010, Pica Alfieri è in attesa che gli agricoltori gli restituiscano l’appezzamento che detengono da oltre tre anni, per poter bonificare il terreno, operazione questa che richiederà molti soldi.

“Non vogliono restituirmelo, perché dicono di non avere altre stalle, ma in realtà quella che avevano l’hanno trasformata in abitazione – conclude Pica Alfieri – ma oltre a questo, i veri problemi sono l’inquinamento ambientale  e il maltrattamento di animali. Spero che qualcuno possa intervenire al più presto”.