L’AQUILA – È scaduto ieri, 15 novembre, dopo 12 giorni di pubblicazione, l’avviso per la selezione del direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo.
Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, non ha chance uno dei nomi più interessanti di cui si era parlato, Jacopo Gassman, figlio del mattatore Vittorio e fratello di Alessandro, già direttore dello Stabile, che non ha presentato alcuna manifestazione di interesse.
Intanto la coalizione civica L’Aquila chiama, rappresentata in Consiglio da Carla Cimoroni, chiede la pubblicazione su Internet di tutti i curriculum arrivati per una scelta di trasparenza e si duole dell’assenza di progetti artistici a corredo delle candidature. (alb.or.)
LA NOTA COMPLETA
Le domande saranno esaminate dal Consiglio d’Amministrazione del Tsa tramite procedura comparativa dei curricula. Nessun riferimento nel bando a progetti di direzione artistica, come lamentato anche da alcuni operatori.
Vorremmo poter dare per scontato che saranno valutati in una fase successiva, se davvero si intende segnare un cambio di passo rispetto a nomine che da decenni sono esclusivamente appannaggio della politica.
Speriamo intanto che, come si conviene a un’istituzione culturale regionale, siano arrivate candidature qualificate da tutta Italia.
Come primo e imprescindibile segnale di svolta chiediamo che tali candidature e relativi curriculum siano pubblicati sul sito web del Tsa nel giro di pochi giorni e comunque prima che venga effettuata la selezione.
Chiediamo inoltre di rendere pubbliche le motivazioni alla base delle scelte operate dal Cda per consentire a cittadini, operatori e candidati stessi di conoscere i criteri utilizzati. In questo modo ognuno potrà farsi un’idea sulle motivazioni che hanno portato alla scelta del direttore conoscendo i partecipanti e potendo comparare i curricula.
È necessario, infatti, dissipare ogni dubbio che si tratti dell’ennesima ratifica di scelte già fatte a monte in base a pressioni politiche o di potere che hanno portato all’unico risultato di una crisi progettuale che va avanti ormai da anni.
La trasparenza premia: lo dimostrano i tanti enti culturali che hanno adottato questa modalità da tempo, ottenendo riconoscimenti sia in termini di pubblico che di finanziamenti.






