PESCARA – L’Abruzzo e la provincia di Pescara sono a rischio emergenza rifiuti.
Questo l’allarme lanciato da Sinistra ecologia e libertà che, contraria agli inceneritori, afferma la necessità di realizzare uno o più impianti medi di compostaggio, di mettere fine al sistema di “interessi politici collusi con quelli economici”, facendo sì che “il pubblico funzioni meglio del privato”, e di valutare meglio l’impatto ambientale delle diverse tipologie di impianti.
Il coordinatore provinciale del partito, Roberto Di Lodovico ha affermato che per “tutelare l’ambiente, consentire ai cittadini di pagare meno e realizzare impianti sostenibili” l’obiettivo finale da porsi è quello della raccolta differenziata, che è “il presupposto per qualsiasi cosa si voglia fare”.
Di Lodovico, inoltre, ha criticato la decisione di voler realizzare inceneritori in Abruzzo: “la soluzione dell’incenerimento è ridicola, non esiste in Italia un inceneritore realizzato in tre anni: occorre mettere in atto soluzioni più controllabili e più veloci”.
Secondo il coordinatore esiste una “questione morale” e i “rapporti non trasparenti tra politica e affari sono direttamente responsabili della possibile emergenza rifiuti in Abruzzo”.
“La politica – ha sottolineato il cordinatore provinciale – deve fare un passo indietro, la gestione dei rifiuti va restituita a una dimensiuone tecnica e a un confronto democratico che allontani gli spettri del malaffare: bisogna invertire il rapporto che c’è tra politica e gestione dei rifiuti”.
“I consorzi, ad esempio – aggiunge lo stesso – diventano luoghi dove piazzare i pensionati della politica; è necessario ricostruire una filiera virtuosa e sostenibile della gestione dei rifiuti e, considerando le dimensioni dell’Abruzzo, oggi è da escludere la logica degli inceneritori”.
“La prima cosa da fare – ha concluso Di Lodovico – sarebbe creare uno o più impianti di compostaggio, che hanno costi assolutamente sostenibili e non paragonabili a quelli della termovalorizzazione: vogliamo una politica che sappia mettere al centro i reali problemi dei cittadini”.






