L’AQUILA – “L’Abruzzo procederà al recupero energetico dei rifiuti, così come previsto dal Piano regionale in base alla legge 45 del 2007, quando la differenziata raggiungerà una media del 40 per cento. Il recupero energetico, finalizzato al completamento di un ciclo che sia virtuoso, riguarderà esclusivamente i materiali non riciclabili”.
Così il direttore del servizio Gestione Rifiuti della Regione, Franco Gerardini, tenta di fare chiarezza sulle polemiche dell’ultimo periodo. Nei giorni scorsi, ad esempio, il movimento di cittadini “Nuovo Senso Civico”, ha lanciato l’allarme per la realizzazione, nei pressi della discarica di Cerratina a Lanciano (Chieti), di un “mega inceneritore”, con il rischio di “vanificare qualsiasi politica di raccolta differenziata” e di “conseguenze nocive sulla salute delle persone e dell’ambiente”.
“Nessuno ha mai parlato di inceneritori a Lanciano e non credo neppure che Cerratina sia un sito idoneo – spiega Gerardini all’Ansa – è invece in programma la realizzazione di un impianto per il Trattamento meccanico biologico (Tmb), finanziato per tre milioni di euro dalla Regione e finalizzato alla trasformazione dei rifiuti in combustibile solido secondario (Css). Il css prodotto andrà in impianti esterni, spesso anche all’estero. C’è comunque da dire che a Lanciano la differenziata non va affatto bene, con livelli ancora insufficienti”.
Tornando all’attuazione del Piano regionale e agli inceneritori, Gerardini spiega che “attualmente i livelli di differenziata sono attorno al 34-35 per cento e quindi, presumibilmente, si potrà procedere al recupero energetico dal prossimo anno”.
Sui timori che gli inceneritori possano vanificare la differenziata, il direttore del servizio Gestione Rifiuti parla chiaro: “Il recupero energetico – dice – non deve essere assolutamente sostitutivo della differenziata, ma complementare, al fine di completare un ciclo che sia virtuoso”.
“Si tratta, ovviamente, di dimensionare gli impianti in modo adeguato – aggiunge Gerardini – per far sì che, appunto, l’incenerimento non sia sostitutivo della differenziata, interessando solamente tutto ciò che non è riciclabile. Non corriamo assolutamente questo rischio, perché il recupero riguarderà al massimo 170mila tonnellate di rifiuti, a fronte delle 700mila prodotte ogni anno dagli abruzzesi”.
“Si parla sì di incenerimento – spiega ancora Gerardini -, ma ci sono tecnologie che prevedono diverse metodologie di trattamento. Purtroppo molti confondono gli inceneritori con quelli degli anni ’80, mentre il livello qualitativo e tecnologico ormai e’ completamente diverso. Nessuno ha in mente di fare gli inceneritori classici. Si parla, piuttosto, di tecnologie d’avanguardia e meno impattanti”.
In merito al discorso salute, il direttore del servizio Gestione rifiuti sottolinea che “la Regione punta proprio su impianti all’avanguardia, caratterizzati da un minore impatto ambientale e in termini di salute dei cittadini. Assieme al Cnr – conclude Gerardini – faremo una tavola rotonda per discutere delle migliori tecnologie esistenti”.






