BUSSI SUL TIRINO – “Bussi ha tre vantaggi: logistico, con la ferrovia interna al sito industriale, energetico, grazie alla presenza della centrale idroelettrica e quello dovuto alla presenza di professionalità in loco”.
Così Alberto Filippi, patron della Unichimica, che oggi è tornato a Bussi sul Tirino (Pescara) per confermare l’impegno assunto per la reindustrializzazione dell’ex polo chimico con l’acquisizione dell’unità produttiva di Solvay, e annunciare che sta lavorando sui progetti esecutivi e alla stipula dei contratti condizionati con i clienti.
“Il progetto è modulare e quindi ampliabile – ha spiegato – ciascun modulo ha un diverso numero di assunti e i tempi sono dettati anche dalle autorizzazioni farmaceutiche. Se il mercato chiede una maggiore produzione l’organico puo’ crescere, ma senza fare cattedrali nel deserto”.
L’avvio prevede l’impiego di 15-20 persone, a regime si conta di riassorbire tutti e 200 gli addetti della Solvay.
“L’accoglienza che Bussi mi ha riservato in questi mesi, riempiendo le sale ogni volta che partecipavo alle assemblee e dimostrando di credere al progetto anche con manifestazioni improvvisate, doveva essere ricambiato ed è stato piacevole abbracciare tutta la comunità”, commenta ad AbruzzoWeb.
Filippi, che ha persino fornito pubblicamente il numero del prorpio cellulare personale, ha ribadito che i ritardi non compromettono l’acquisizione dello stabilimento della Solvay, specificando che “l’unica preoccupazione è data dal fatto che l’allungarsi dei tempi puo’ danneggiare il progetto nella misura in cui le multinazionali con le quali dialoghiamo non riescono a capirne le ragioni”.
“Il mercato globalizzato comporta che se qualcuno dall’altra parte del mondo nel frattempo decide di fare la stessa cosa, potrebbe bruciarci sul tempo”, spiega.
L’obiettivo, resta dunque quello della sottoscrizione in tempi brevi dell’accordo di programma per la cessione del sito.
L’auspicio di Filippi è quello che ci si arrivi entro il mese di gennaio, perché, dice, “posso capire, anche se non condivido, i ritardi avuti fino ad oggi, ma ulteriori non sarebbero comprensibili”.
La Unichimica Filippi, holding vicentina della chimica, in Veneto ha un fatturato di 33 milioni di euro, 1/3 più grande di quello che produce Solvay a Bussi. Il suo ultimo investimento lo ha fatto in Toscana, ed è presente anche in provincia di Avellino.
“Bussi chiuderebbe un cerchio geografico e una integrazione verticale che i gruppi distributivi stanno cercando – spiega Filippi – la chimica di base in Italia avendo dei prezzi abbastanza bassi risente molto del costo del trasporto, quindi i vantaggi geografici sono importanti”.
Assolutamente riservati restano i costi dell’investimento sul sito abruzzese.





