CHIETI – Arriverà a breve una nota ufficiale del presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio (Unione di centro), per replicare all’assessore regionale del Popolo della libertà Mauro Febbo, che lo ha duramente accusato di aver agito autonomamente come Provincia nella programmazione inerente la costa teatina, senza concertazione con la Regione e con il tavolo di coordinamento sulla costa teatina di cui Febbo è presidente.
A far infuriare l’assessore regionale è stata la costituzione della Sede stabile di concertazione territoriale della costa dei trabocchi (Ssc), una iniziativa che a Febbo è apparsa come “una fuga in avanti dal sapore di campagna elettorale”.
L’esclusione della Regione e del tavolo di coordinamento, inoltre, è stata giudicata come un atto di “arroganza e prepotenza” da parte Di Giuseppantonio nei confronti degli altri enti ed organismi che da tempo si occupano della problematica.
Il presidente della Provincia respinge con decisione le accuse dell’assessore regionale e spiega che “una cosa è il parco nazionale della costa teatina, per cui è stato istituto il tavolo di coordinamento di cui Febbo è presidente, altra cosa è la Via Verde, ovvero la pista ciclo-pedonale per cui si è costituito la Ssc”.
Il nuovo organismo, inoltre, sarebbe un organo tecnico che non ha intenzione di rubare ruoli o competenze di altri organi. E dunque, nell’ottica del presidente della Provincia, l’assessore regionale può star tranquillo che con la costituzione della Ssc non vuole affatto prevaricare altri enti.
Riguardo ai toni forti usati dall’assessore regionale nei confronti del presidente della Provincia di Chieti, Di Giuseppantonio sorride e allarga le braccia: “Vorrà dire – dice con ironia – che se prima mi accusavano di essere succube di Mauro Febbo, adesso non potranno più farlo”.
L’amministrazione provinciale di Chieti si regge su una alleanza di centrodestra tra Udc e Pdl. Non è la prima volta che tra i vertici dei due partiti si verificano episodi di mancata sintonia, episodi che, però, secondo Di Giuseppantonio, non metteranno a rischio l’alleanza politica. (ar.ia.)





