PESCARA – “Tre minuti per fare un’operazione di verità su un comunicato stampa fatto dal capogruppo di Forza Italia in Regione che io in passato chiamavo ‘Febbro’ ma in questa circostanza penso che sia davvero innocente anzi io intervengo per difenderlo rispetto ad un oggettivo errore perché è stato raggirato, da un signore contrattualizzato da Tua, con un cognome che possa avere a che fare con ‘Vendutti’, o qualcosa del genere”.
Esordisce così in un video il deputato del Partito democratico Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, nel replicare a Mauro Febbo capogruppo di Forza Italia.
Questo l’antefatto: D’Alfonso ha dato notizia del fatto che il Tar di Pescara ha accolto il suo ricorso contro una sanzione dell’Anac, comminata quando era presidente della Regione, per aver rinnovato l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Tua Spa, la società regionale dei Trasporti, a Tullio Tonelli, nel giugno del 2018 D’Alfonso era stato “inibito” per un periodo di tre mesi dal conferire nuovi incarichi, a seguito di un provvedimento del maggio 201 dell’Anac, l’autorità anticorruzione, tirata in causa da una segnalazione dal presidente della commissione regionale di vigilanza e controllo.
Poi però Febbo, in qualità di ex presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale che sollevò il caso, spiega che la sentenza si riferisce infatti alla sanzione inibitoria di conferimento di nuovi incarichi”, citando un’altra sentenza, del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso di D’Alfonso, il quale, chiaramente si è ben guardato dal darne notizia”
D’Alfonso allora cita la sentenza del Tar del Lazio, la seguente “…si deve pertanto concludere che difetti, rispetto all’impugnazione della gravata delibera Anac, la legittimazione attiva a ricorrere del dottor D’Alfonso, con la conseguenza che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile”
E spiega nella diretta streaming: “la verità è la seguente: il Tar Abruzzo con sentenza nel merito ha certificato la piena legittimità dell’atto di nomina di Tonelli da parte mia al tempo presidente della Giunta regionale così come l’accettazione di questa nomina incarico di Tonelli pienamente validata”.
“Invece oggi è stato fatto girare tra le mani di colui il quale è stato raggirato, il capogruppo di Forza Italia, un altro foglio di carta, non letto, e presentato con un contenuto diverso dalla verità secondo chi ha distribuito questo foglio, appunto tal Vendutti, contenuto secondo il quale che ci sarebbe stata una sentenza del Tar del Lazio, che invece darebbe torto al presidente della regione del tempo e a Tonelli”.
Ebbene, incalza D’Alfonso, “non è vero: perché la sentenza, l’unica che c’è, è quella di Pescara. Quella del Lazio rinvia, ritenendo che il ricorrente Luciano D’Alfonso non avesse titolo per fare ricorso, poiché non portatore della condizione giuridica di presidente della giunta regionale nel momento nel quale ha fatto il ricorso. Al contrario il Tar dell’Abruzzo ha riconosciuto il diritto di Luciano D’Alfonso ad attivare ricorso, ed ottenere giustizia con la sentenza che valida pienamente la condotta del presidente della giunta regionale D’Alfonso e di Tonelli”.
“La lotta politica, ancorché spintonata da questo quel funzionario con una certa idea di fedeltà di parte, mettendo in giro fogli di carta non corrispondenti al vero, non edifica la verità e neanche la verosimiglianza, ma semplicemente la bugia, quindi questa volta comunico che difendo Febbo nella sua versione Febbro, e invece metto alla berlina il funzionario di Tua con il cognome Vendutti”.
LA DIRETTA






