CHIETI – Ammonta a 1 miliardo 880 milioni di euro il risarcimento chiesto dall’Avvocatura dello Stato per il danno ad ambiente e salute arrecato dalle discariche dei veleni scoperte a Bussi, nel processo in Corte d’Assise a Chieti, con 19 imputati fra ex dirigenti e tecnici Montedison accusati d disastro ambientale e avvelenamento delle acque.

Per gli imputati i pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini hanno richiesto nella precedente udienza un totale pene dai 12 anni e 8 mesi a 4 anni.

L’udienza di oggi è stata interamente dedicata alle parti civili, 27 quelle costituite in giudizio. 

L’Avvocatura, con i legali Cristiana Gerardis e Giovanni Palatiello  ha rappresentato le ragioni del Ministero dell’ambiente, della Regione Abruzzo, della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Commissario delegato per il Bacino Aterno Pescara. All’udienza è presente il presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

In particolare in udienza i legali dell’Avvocatura hanno presentato  ortre 200 slide per spiegare  come i nuovi test effettuati dall’organo dello Stato dimostrano al 99,9 per cento che ad inquinare la Val Pescara è stata proprio la Montedison, con valori che superano di migliaia di volte i limiti di legge.

La richiesta di risarcimento è stata così ripartita: 1 miliardo 376.954.137 euro al ministero dell’Ambiente per danni ambientali e patrimoniali, 500 milioni alla Regione Abruzzo per danno alla salute dei cittadini e danno all’immagine, un milione alla presidenza del Consiglio dei Ministri per danno all’immagine, 3 milioni 115.576 euro al commissario delegato per il bacino Aterno-Pescara, in relazione alle spese sostenute per la messa in sicurezza di emergenza dei siti inquinati. 

GERARDIS: INQUINAMENTO GRAVISSIMO’’

“L’inquinamento esiste ancora ed è molto grave –ha detto in una pausa dell’udienza l’avvocato Gerardis – ed è un inquinamento che coinvolge le matrici sotterranee, le falde profonde, che però sono le falde che poi alimentano le acque superficiali. Non possiamo assolutamente dire che questo inquinamento è finito e lo proveremo scientificamente, con dei dati scientifici, non è un’opinione dell’avvocatura dello stato”, ha tra l’altro uno degli avvocati dello Stato parte civile al processo.

“Esiste un nesso causale diretto tra i fatti di reato che ci ha esposto la Procura molto esaurientemente nelle scorse udienze e il gravissimo danno che noi lamentiamo all’ambiente – ha aggiunto Gerardis – il gravissimo pericolo per la salute dei cittadini che sono stati coinvolti per anni da questo inquinamento”.

“Questo è un caso sicuramente importantissimo nel panorama nazionale di questo tipo di processi ed è ben diverso, e su questo punto ci siano soffermati, da quello di Venezia, dal processo di Porto Marghera. È un processo molto diverso – ha detto ancora Gerardis – dove le evidenze sono molto più pesanti in termini di presenza di inquinanti e di contaminanti nelle matrici ambientali e quindi di pericolo per la salute umana. Aspettiamo l’esito del processo e faremo una causa civile sicuramente, la causa civile serve molto perché avere le risorse serve per fare gli interventi di bonifica”.

PALATIELLO: ‘’EDISON RESPOSABILE CONDOTTA DEGLI IMPUTATI’’

Per l’altro avvocato Giovanni Palatiello, “sulla base delle relazioni predisposte dall’Istituto superiore della protezione ambientale, è possibile stimare il danno ambientale arrecato dagli imputati alle varie matrici ambientali compromesse in un cifra che si aggira intorno a un miliardo e 300 milioni di euro. A cui vanno aggiunti i vari danni non patrimoniali e patrimoniali arrecati alle altre autorità che rappresento in questo processo e segnatamente la Regione Abruzzo che ha riportato anch’essa un gravissimo danno patrimoniale e non patrimoniale che potremo stimare in diverse centina di milioni di euro come poi ci accingeremo a illustrare anche nel corso del processo”.

“E poi ci sono i danni all’immagine arrecati alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al Governo che rappresenta l’intera collettività nazionale, la cui immagine anche internazionale è stata gravemente compromessa dalle condotte illecite degli imputati – ha aggiunto Palatiello.

E poi c’è la posizione del commissario Adriano Goio che ha speso svariati milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza, in particolare della discarica abusiva TreMonti. E questi interventi di messa in sicurezza li ha pagati con i soldi dei contribuenti.

Tutti i cittadini italiani hanno pagato, hanno sostenuto dei costi che avrebbe dovuto invece affrontare Edison, proprietaria dl sito, in particolare del sito inquinato, in particolare della mega discarica Tremonti. Costi ai quali però fino ad oggi Edison si è pervicacemente sottratta”.

“Edison è responsabile civile delle condotte degli imputati, i quali imputati negli anni hanno sempre osservato in maniera meticolosa le direttive di Edison che imponeva ai suoi uomini di nascondere la grave compromissione ambientale che è stata invece consumata”, ha concluso.

D’ALFONSO: ‘’CHIAMARE IN CAUSA CHI HA ROVINATO IL NOSTRO CREATO’’

“Ho trovato non solo competenza, motivazione, conoscenza puntuale  –  ha detto il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso lasciando, dopo essere stato presente per circa mezz’ora, l’aula della Corte di Assise –  Sono convinto che oggi c’è stata una straordinaria posizione espressa da parte di Regione attraverso la bravura dell’avvocatessa dello Stato Cristina Gerardis.

Io mi aspetto che venga fuori un confronto dialogico che faccia emergere la verità che non può che essere quella chiama in causa chi ho rovinato il nostro creato”.