L’AQUILA – L’assessorato alle Politiche sociali, ruoli importanti nelle aziende ex municipalizzate e tecnici di fiducia nei posti chiave della ricostruzione.

Sono questi i punti dell’accordo saltato tra il Pd e Fli per il secondo turno delle elezioni dell’Aquila di domenica e lunedì prossimi, quando a contendersi la fascia tricolore saranno l’uscente Massimo Cialente e il suo concorrente Giorgio De Matteis.

Un patto messo nero su bianco prima delle elezioni del 6 e 7 maggio e sancito dalle firme in calce dei leader regionali dei due partiti, Silvio Paolucci per i democrat e l’onorevole Daniele Toto per i finiani: un documento esclusivo che AbruzzoWeb è in grado di mostrare.

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Il titolo è altisonante, “Protocollo di intesa per la rinascita dell’Aquila”, e nelle brevi righe in premessa si parla “necessità di aggregare porzioni di città, di società, di forze politiche anche al di fuori dei tradizionali confini di appartenenza”, ma subito dopo si entra nel vivo del manuale Cencelli della spartizione.

“Nel caso di vittoria di Cialente – si legge – il gruppo di Fli sarà rappresentato come segue: assessore con delega a Sociale, assistenza alla popolazione, gestione e reperimento dei fondi europei, rapporti con l’Ue, gestione dei bandi del ‘de minimis’ con il supporto di una persona di staff con possibilità di trasformazione in più contratti part-time e con la presidenza di una commissione consiliare”.

Passando alle posizioni di sottogoverno le promesse riguardano la nomina del presidente dell’Afm (gestione farmacie), di un membro nel consiglio di amministrazione dell’Asm (rifiuti), dell’ex Onpi (assistenza agli anziani) e nel Consorzio dei beni culturali.

E ancora il presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Ama (trasporti) e un componente nel Sed (informatica), nonché in quello del Comune dell’Aquila.

Infine, ma solo a livello di “ipotesi”, una nomina nel cda della Gran Sasso Acqua, la società a capitale pubblica che si occupa del ciclo idrico integrato nel capoluogo e in molti altri comuni dell’Aquilano.

Sulla parte più strettamente legata alla ricostruzione si sancisce che il sindaco avrebbe dovuto nominare un tecnico nella struttura operativa del Comune “se possibile normativamente”.

Stessa cosa nei settori dell’integrazione con la comunità straniera presente in città e della protezione civile.

“Qualora il sidaco Cialente fosse riconfermato al primo turno – garantiscono Paolucci e Toto – l’accordo resta integralmente valido”.

Decisamente un bel “bottino” per Fli, che al dunque, però, si è ritrovato con un pugno di mosche in mano. Da qui il comprensibile risentimento del candidato sindaco futurista, Enrico Verini, che ai microfoni di AbruzzoWeb ha strigliato Cialente accusandolo di “essersi rimangiato tutto”. Pierluigi Biondi

LE REAZIONI


CIALENTE: ”VERINI PENSA SOLO AI POSTI”

Enrico Verini “non ha categorie di valori e programmatiche di fondo, ma cerca posti e basta” mentre l’alleanza sfumata tra il centrosinistra e Futuro e libertà “sarebbe stato un matrimonio destinato a un repentino fallimento”.

Replica velenosamente il sindaco uscente dell’Aquila, Massimo Cialente, che domenica e lunedì sfiderà Giorgio De Matteis per la fascia tricolore, alla diffusione dei dettagli dell’accordo segreto tra la sua coalizione e il suo partito con quello finiano.

Cialente non si smarca dalla “offertona” di presidenze, posti e poltrone varie fatta ai finiani, “chi è in maggioranza programmatica è giusto che abbia anche responsabilità dirette e chiare”.

LA NOTA COMPLETA

L’accordo di apparentamento era nato a Pescara, io invece ho provato a proporre un accordo politico, offrendo, in risposta alle sollecitazioni del segretario regionale Toto, postazioni di governo, come è giusto che sia, perché chi è in maggioranza programmatica è giusto che abbia anche responsabilità dirette e chiare.

Successivamente ho parlato anche con Verini per trovare questo accordo, ma sul mio programma e senza accettare alcun altra proposta.

Questo accordo non c’è stato, soprattutto sull’unico punto che mi distingue da De Matteis, che credo non abbia un programma: via il commissario Chiodi e via Fontana e la Struttura tecnica di missione, il giorno dopo la mia elezione.

Con Verini non ho trovato l’accordo. Io quando ho scritto e firmato sapevo che mi sarei potuto esporre a ricatti, lo stesso Verini mi ha più volte detto e ripetuto che avrebbe pubblicato la lettera da me inviata a Toto (cosa che del resto, mentre la scrivevo, avevo ben presente).

Ma io gioco alla luce del sole e non temo ricatti.

Tra l’altro, le cose dell’Aquila le decidiamo noi, all’Aquila. Io della coerenza faccio una bandiera. Il fatto che Verini oggi stia con De Matteis, e ieri avrebbe potuto invece schierarsi con me, dimostra che si tratta di una persona che non ha categorie di valori e programmatiche di fondo, ma cerca posti e basta.

A me spiace, perché avrei voluto creare una coalizione più ampia nella fase post-sisma: è ciò di cui avevo parlato con l’onorevole Toto per telefono.

Lo posso fare, però, solo con chi è convinto da che parte stare. Infatti io ho fatto l’apparentamento con l’Idv e con la lista L’Aquila oggi, ispirata da Sinistra per L’Aquila, per ricompattare il quadro di centrosinistra uscito vincente nel 2007, sulla base della condivisione del progetto e del programma di governo.

Al contrario dentro Fli c’erano posizioni diverse, non di un consigliere, ma del segretario comunale.

Infine i partiti della mia coalizione, nonché l’assemblea dei candidati, quando alla luce del sole ho parlato con loro di un’ipotesi di accordo politico con Fli, hanno espresso tutte le loro perplessità e contrarietà, ritenendo che non sarebbe stato un accordo su basi politiche, ma del tutto personali.

Ho fatto dunque bene così, perché con il suo comportamento Verini ha dimostrato che avevano ragione loro, e che sarebbe stato un matrimonio destinato a un repentino fallimento.

VERINI: “CIALENTE E’ UN BUGIARDO”

Escalation di veleni nel clima della campagna elettorale all’Aquila in vista del ballottaggio.

Dopo la caustica uscita di Massimo Cialente a Enrico Verini sull’alleanza saltata tra centrosinistra e Fli, arriva l’ancor più astiosa replica del candidato sindaco sconfitto dei finiani.

La pubblicazione sulla stampa di documenti in cui venivano offerte poltrone e presidenze ha fatto saltare il banco del fair play e Verini utilizza i toni più duri che si possano immaginare.

Cialente è definito “un sindaco bugiardo” e questa è solo la più tenera di una lunga teoria di accuse pesantissime.

LA NOTA COMPLETA

Che Cialente è bugiardo, lo scoprii 7 anni fa, quando giurò il falso sulla memoria di suo fratello deceduto; lo fece davanti a testimoni, alcuni dei quali oggi sono consiglieri che lo appoggiano.

Dunque oggi non mi stupisco di come tenti di rigirare la realtà, di fronte ai suoi comportamenti documentati dalle sue mail, che testimoniano sulla qualità del suo operato.

Ma andiamo ai fatti:

1) mi offre ed è documentato dalla sua stessa mail, una presidenza di spa, una vice presidenza, un posto nella gran sasso acque (da lui definito molto ambito perché con alta retribuzione)

2) rifiutiamo dicendo che non vogliamo nulla

3) afferma nel suo comunicato che sono alla ricerca di posti????? E che sono privo di categorie di valori e programmatiche di fondo!!!

Gli rispondo così, in tranquillità assoluta:

Ma sulle spa non ha sempre detto che il criterio che lui adotta nell’attribuzione dei ruoli è quello della competenza e non della politica?

È lui che ragiona di posti (offrendoli) e non io (rifiutandoli). Come può dire che io voglio solo posti?? Me lo spieghi? Ce lo spieghi!

Prima di rivendersi a noi la vice presidenza della Gran Sasso Acque, ha avuto la sensibilità umana di parlarne con l’attuale vice presidente, Angelo Bonura? E vale anche per le altre postazioni.

Nella mail sua interessata in cui, in cambio dei nostri voti, offre le varie prebende, afferma che ha affetto per me; altra bugia! Anche l’affetto per lui è interessato; vale solo se gli conviene; se non gli conviene, da persona a cui vuole tanto bene, diventi il nemico da insultare.

Conclusione: Cialente è persona senza categorie valoriali, se non quelle negative della politica vecchia che gli è propria; passerebbe sulla verità, sulla pelle del suo migliore amico, sul cadavere di un suo parente, pur di ottenere i propri scopi.

Pericolosa una personalità di tale genere a capo di una città. Un Sindaco Bugiardo. Lo sanno tutti coloro che lo conoscono, a partire dai sui più stretti collaboratori.

Infine la copia della sua mail, alla stampa, non l’ho data io, né mai ho minacciato di farlo, ma son contento che la gente possa leggere di lui.

Enrico Verini

STORACE; “L’AQUILA NON MERITA CIALENTE”

– “La prassi da becera Prima Repubblica non ha risparmiato L’Aquila. Sono profondamente turbato: c’è da ricostruire la Città, c’è da riportare gli Aquilani nelle loro case, c’è da restituire loro dignità dei luoghi e vivibilità. E invece questo Sindaco prende le misure, fa la conta delle ‘poltrone’ e ci mette anche il cartellino del prezzo. Si guardasse bene dal dire che è il Sindaco di tutti, che è ‘uno di noi’. Non è questa la pasta degli Aquilani. Gli aquilani non sono come Cialente: sono generosi, forti e orgogliosi. Loro meritano prospettiva, tutto un altro futuro”.

È quanto dichiara il senatore Francesco Storace, Segretario Nazionale de La Destra.

CHIAVAROLI: NEGAZIONE DELLA POLITICA, ALTRO CHE RINNOVAMENTO

“Se gli scambi epistolari tra l’ onorecole Toto (FLI),  Paolucci (PD) e il sindaco dell’Aquila Cialente, fossero confermati è chiaro che saremmo di fronte ad un becero “voto di scambio”. Ma non spetta a me giudicare questo aspetto, saranno semmai gli elettori aquilani ed abruzzesi a farlo”.

Questo il commento del Consigliere Regionale del PDL Riccardo Chiavaroli, sulle notizie di queste ore relative al presunto accordo elettorale (sfumato?) tra Cialente, PD e FLI per le elezioni aquilane.

“Tuttavia, prosegue Chiavaroli,  la vicenda dovrebbe far riflettere su coloro che hanno sempre invocato una “nuova” etica in politica, una superiorità deontologica e generazionale, ergendosi a paladini della legalità e che invece dimostrano quanto il rinnovamento della politica stessa  si testimoni giorno per giorno solo  attraverso comportamenti concreti – pubblici e privati –  improntati al solo ed esclusivo interesse collettivo; comportamenti che invece il PDL e ll governo Chiodi da tempo stanno dimostrando di perseguire nella nostra regione. E d’altronde la storia insegna : Robespierre abdicò alla politica l’illuminista e introdusse l’uso della ghigliottina, ma alla fine ne subì le conseguenze…”. 

TOTO: “ARCHIVIARE STAGIONE POLITICA DI INSUCCESSI”

“Raccolgo, volentieri, la garbata provocazione del consigliere Chiavaroli e, indossati i panni di Maximilien de Robespierre, ricordo che se finì ghigliottinato (il vespro, attenti, arriva per tutti…) è anche vero, però, che, prima, fu capace di mandare alla Bastiglia i nemici della Francia”.

Lo dichiara Daniele Toto, coordinatore regionale in Abruzzo di Futuro e Libertà, che aggiunge: “Futuro e Libertà si limiterà a dare un importante contributo per archiviare una stagione politica densa di insuccessi, offrendo una proposta alternativa che auspichiamo già nei prossimi ballottaggi si continui a rivelare vincente. Lo dice anche il consigliere Chiavaroli, decidono gli elettori che, al primo turno, hanno premiato la proposta di Futuro e Libertà, forse sospinti a farlo in modo decisivo dai comportamenti pubblici e privati del Pdl, evocati dal consigliere stesso”.

“E’ probabile – continua l’esponente di Fli –  che tra i comportamenti adottati da tempo per il supposto interesse pubblico ci siano, per esempio, le nomine dei portaborse dei leader del suo partito ai vertici di enti regionali, operate non solo con criterio amicale ma anche in dispregio di norme regionali, com’è avvenuto per l’elezione del Difensore Civico. E ci siano, può essere, anche altre nomine, adornate con vesti imprenditoriali sotto le quali, magari, sono stati gratificati, con trasporto, impegni e dedizioni consumati per la causa dell’allegra brigata di amici oggi al governo regionale, sul quale basterà affidarsi al giudizio degli elettori, o alle cronache, senza bisogno di attendere che la Storia declini il suo inappellabile giudizio”.