L’AQUILA – La definisce una “singolare protesta al contrario”, che consiste nel “rispettare le regole per un’intera giornata. Se tutti gli automobilisti si attestassero sulla velocità imposta di 50 km/h sulla statale 17 e sulle altre strade extraurbane della provincia, si potrebbe dimostrare a quali disagi andrebbe incontro il traffico. Stando così le cose, tanto valeva lasciare la vecchia e affascinante statale”.

Il progetto di variante della strada statale 17 che collega L’Aquila a Pescara continua a far discutere e si moltiplicano i contrari all’ipotesi di ammodernamento del tracciato avanzata dall’Anas, caratterizzato da curve e rotatorie che invece di velocizzare la percorrenza rischia di ridurla drasticamente, come già accaduto nel primo lotto dell’opera, quello che collega San Pio delle Camere a Navelli nel territorio aquilano: questa volta tocca ai costruttori esprimere le loro perplessità.

Dopo Confindustria L’Aquila e il patron del gruppo Edimo, Carlo Taddei, anche il presidente di Ance L’Aquila (Associazione nazionale costruttori edili), Gianni Frattale, interviene nella spinosa questione dei lavori di modernizzazione di questa importante arteria stradale e lo fa lanciando la curiosa protesta.

Una sorta di sciopero bianco per dimostrare che la velocizzazione del tratto tra San Pio delle Camere e Navelli non c’è stata e che lo stesso rischio si corre per il nuovo tratto che dovrà essere ammodernato (quello compreso tra San Gregorio e San Pio delle Camere) secondo il progetto dell’Anas, che ha incontrato una ferma opposizione da parte di alcuni amministratori e gruppi di cittadini che hanno presentato anche ipotesi di variazione alla Regione.

“Altro che ammodernamento – sottolinea Frattale – La statale 17 prima aveva almeno il valore di una strada panoramica che attraversava uno degli altopiani più belli d’Abruzzo, con i tracciati del vecchio tratturo magno, con le sue chiese rupestri e la tipica coltivazione dello zafferano. Oggi tutto questo ha perso sapore, sacrificato alla promessa di un’attesa velocizzazione che nei fatti non c’è stata”.

“In sostanza – spiega Frattale – pur essendoci rassegnati all’alterazione del paesaggio in favore della modernità, abbiamo ottenuto la beffa dell’aumento degli ostacoli su quel tratto stradale. Mi riferisco non solo alle rotatorie ma anche ai limiti di velocità imposti che sono a dir poco assurdi per una strada di quella portata”.

“Per i nuovi tratti – prosegue il presidente – l’impressione è che si stia procedendo con lo stesso metodo cieco. Non una strada per il territorio, ma contro il territorio. Le popolazioni locali e i sindaci conoscono certamente più di altri le consuetudini e le necessità del luogo. Il cosiddetto piano B, proposto dai comuni sembra inoltre includere come finalità, affatto secondaria, quella dei collegamenti infrastrutturali tra i nuclei industriali intermedi al tracciato. Un particolare inspiegabilmente omesso nel progetto vigente, trattandosi di un’infrastruttura stradale che nasce per assicurare non solo la sicurezza del flusso di traffico, ma anche i collegamenti e soprattutto lo sviluppo”.

“Il capoluogo – conclude – continua a vivere l’urgenza di collegamenti veloci soprattutto con Pescara e Roma. L’imminente ricostruzione pesante del dopo sisma intensificherà nei prossimi anni le attività a essa legate e il traffico non solo di mezzi pesanti”. (e.m.)