TERAMO – E la chiamano estate…

Maltempo e crisi, una combinazione micidiale per la stagione turistica sulle coste abruzzesi, quasi deserte soprattutto in questi ultimi giorni di pioggia e freddo, con un calo che si attesta al 30 per cento.

Situazione drammatica nel Teramano e nel Pescarese, alle prese anche con altre problematiche come la carenza di parcheggi e la mancanza di un piano anti erosione, che sta “mangiando” tratti consistenti di spiaggia. Insomma, un annus horribilis, questo 2014, che non ha fatto sconti soprattutto alla zona del Teramano per l’allarme mare inquinato.

Sembra andare un po’ meglio nel Chietino, in particolare nella zona di Vasto, dove il calo c’è stato ma i balneatori contano comunque un buon numero di prenotazioni.

Allo stabilimento Le Hawaii di Alba Adriatica la titolare è inferocita: “Le cose vanno molto male, non solo per il tempo brutto: la gente si lamenta per la mancanza di parcheggi, per la carenza nella raccolta rifiuti. C’è poi il problema dell’erosione della spiaggia: l’amministrazione non ha previsto il ripascimento e noi ci ritroviamo a pagare le concessioni per metri di spiaggia che non abbiamo”, sbotta.

Quando è scoppiato il caso “mare sporco” con il successivo divieto di balneazione, poi rientrato, sono piovute le disdette delle prenotazioni. “Quando si parte così – spiegano da Le Hawaii – non si può proseguire bene. Non c’è nessuno, sulla pista ciclabile si potrebbe pattinare a occhi chiusi senza investire nessuno. Basta farsi un giro per vedere quanti cartelli ‘affittasi’ ci sono fuori le case”.

Anche a Montesilvano il problema erosione è forte. A parlare è Nino Padovano, da 16 anni titolare dello stabilimento “Gente di Mare” e da 37 operatore turistico. “L’ultimo intervento sull’erosione – spiega – è stato fatto negli anni ’70. Da allora il Comune deve preparare un progetto, semplicissimo e a basso costo: basta spostare gli scogli di qualche metro per avere spiagge che oggi sono lunghe 20 metri e potrebbero essere di 70 e ospitare così più servizi, magari facendo delle terrazze come negli anni ‘20”.

C’è poi la questione parcheggi: “le palme sono state messe in mezzo alla strada sacrificando i posti per le auto”, spiega ancora Padovano.

“Il problema principale è il tempo – dice Massimo Di Lorenzo del Lido Acapulco – e qualche problema lo abbiamo avuto dopo la diffusione della notizia sull’inquinamento delle acque, poi smentito dati alla mano dal sindaco. In effetti abbiamo un’acqua eccezionalmente pulita”.

Il titolare dello stabilimento spiega di lavorare essenzialmente con gli stagionali che sono all’80 per cento gente del posto.

“C’è l’anomalia legata agli alberghi, che hanno ognuno una spiaggia in concessione, quindi con il turismo alberghiero non ci rapportiamo e non possiamo sapere quanta gente effettivamente ci sia”,spiega ancora.

Sui prezzi, la politica è mantenerli bassi. Il rischio è avere zero prenotazioni. “Le nostre tariffe – conclude – sono al di sotto di quelle standard di un 25-30%. Per la stagione, un ombrellone in prima fila costa 500, seconda fila 400 e poi 300”.