L’AQUILA – Torna al centro del dibattito la direttiva Bolkestein, che riguarda le concessioni balneari e i servizi.
Il giurista e avvocato Giuseppe Palma lancia un duro allarme: il vero obiettivo non sarebbe la concorrenza leale, ma l’ingresso massiccio delle multinazionali nelle coste italiane, comprese quelle abruzzesi.
“Dietro la retorica della liberalizzazione – spiega Palma ad AbruzzoWeb – si nasconde, come sempre, un progetto chiarissimo: spalancare le porte al grande capitale. La direttiva Bolkestein è stata concepita per favorire i colossi economici a discapito dei piccoli imprenditori, che da generazioni gestiscono stabilimenti e attività balneari. Non è una riforma per migliorare i servizi, ma un cavallo di Troia per privatizzare un bene pubblico e consegnarlo nelle mani delle multinazionali”.
Il giurista non nasconde che esistano storture nel sistema delle concessioni: “È innegabile – osserva Palma – che i balneatori abbiano spesso approfittato di rinnovi automatici a prezzi irrisori e che nel corso delle stagioni molti contratti di lavoro siano inesistenti o irregolari. Su queste irregolarità e storture in stile italiano bisogna intervenire con decisione. Ma la Bolkestein non servirà certo a migliorare i servizi né ad aumentare le spiagge libere: va esattamente nella direzione opposta, quella di spalancare le porte al grande capitale finanziario e alle multinazionali”.
“È evidente – aggiunge Palma – che la questione delle concessioni deve essere affrontata in ambito nazionale e non certo europeo. Tocca allo Stato italiano trovare un equilibrio tra interesse pubblico e tutela delle imprese familiari, non a Bruxelles”, puntualizza poi il giurista e avvocato.
Secondo Palma, la questione non è solo economica, ma anche di sovranità: “Lo Stato dovrebbe difendere i suoi beni comuni, non svenderli sotto pressione di Bruxelles. Le spiagge sono patrimonio naturale e culturale della Nazione e delle regioni come l’Abruzzo, non possono essere ridotte a merce da assegnare al miglior offerente su scala internazionale”.
Infine, l’avvocato richiama la politica alle proprie responsabilità.
“Chi oggi accetta la Bolkestein senza opporsi, domani sarà responsabile della desertificazione sociale delle nostre coste. La vera battaglia non è contro i balneari, ma contro un sistema che vuole cancellare la piccola impresa italiana e abruzzese per consegnarla alle logiche del capitale globale”.




