L’AQUILA – “Attualmente esiste una evidente sperequazione tra i servizi sanitari erogati dalle altre ASL abruzzesi e quella aquilana: infatti, i tagli lineari dei tetti di spesa apportati fino ad ora hanno ridotto l’offerta di prestazioni ed i nostri concittadini per soddisfare i loro bisogni sanitari sono costretti a rivolgersi alle altre Asl o alle regioni limitrofe”.
Lo denuncia il segretario generale Provinciale dell’Aquila Fials Confsal, Simone Tempesta, in una nota in cui fa il punto sulla sanità aquilana sottolineando che “l’apparato sanitario dell’Abruzzo interno è in profonda crisi, le politiche negli ultimi anni hanno ridotto drasticamente l’erogazione di servizi assistenziali”.
Il sindacalista chiede la nomina, urgente di un nuovo manager, “che apporti innovative e lungimiranti modifiche all’azione amministrativa e si faccia carico delle istanze del nostro territorio” e in tal senso rinnova all’assessore regionale al ramo Nicoletta Verì ad un incontro all’Aquila “per ascoltare le istanze dell’Abruzzo interno, pregando il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi di organizzare fattivamente il confonto in qualità di presidente del collegio ristretto dei sindaci in modo da permettere a tutte le organizzazioni sociali ed agli operatori di partecipare”.
“L’esempio più evidente – spiega Tempesta – è la ripartizione dei budget attribuiti alle varie provincie abruzzesi per l’erogazione di prestazioni sanitarie in regime residenziale, riabilitativo e psicoriabilitativo, infatti, analizzando i dati complessivi della Regione Abruzzo i residenti sono 1.342.366 con un budget attribuito di 60.432.276 ed un valore medio annuo pro-capite di 45 euro. Ma la ripartizione dei budget per provincia risulta però essere molto diversa”.
Questi i numeri: la provincia di L’Aquila, residenti 309.820, ha un budget attribuito 6.520.562 con valore medio annuo pro-capite attribuito 21 euro. La provincia di Chieti, residenti 397.123, ha un budget di 21.626.562 valore medio annuo pro-capite di 54 euro. La provincia di Pescara, 323.184 residenti, ha un budget di 14.711.032, valore medio annuo pro-capite di 46 euro. La provincia di Teramo, 312.239 residenti , ha un budget di 17.574.121032, valore medio annuo pro-capite di 56 euro.
“E’ palese che per il cittadino residente nella provincia dell’Aquila sono stanziati soltanto 21 euro mentre per il cittadino di Teramo ben 56 euro, anche se studi epidemiologici evidenziano come la composizione della popolazione per sesso, età ed incidenza di determinate patologie sia sostanzialmente identica tra le 4 province”.
Per Tempesta, “è evidentemente ingiustificata ed irrazionale la ripartizione effettuata finora dalla regione Abruzzo”.
“La conferma – continua il sindacalista – che il budget attribuito alla provincia dell’Aquila è inferiore al fabbisogno effettivo della popolazione arriva dai dati della ASL la quale è costretta a subire un saldo di mobilità passiva per prestazioni riabilitative che si avvicina a 3 milioni di euro. Così, il cittadino Aquilano non trovando risposta sul territorio alla propria richiesta di salute, da un lato subisce il danno di doversi recare presso altre aziende sanitarie con notevoli sacrifici personali e familiari e, dall’altro, quello di veder necessariamente sottratti al proprio territorio gli ingenti importi che la Asl di provenienza è costretta ad erogare in favore della Asl di arrivo”. “In più va considerato che se quelle somme venissero attribuite al territorio aquilano si realizzerebbero nuove strutture sanitarie o si potenzierebbero le esistenti creando nuovo posti di lavoro con notevole sviluppo economico in quanto ci sarebbe più denaro circolante – conclude Tempesta.



