PESCARA – “Mamma ho creduto di morire, ho avuto tanta paura. Non volevo morire, questo pensavo mentre l’ambulanza di portava in ospedale”.

Sono le prime parole, pronunciate dopo lunghe ore di angoscia, Yelfry Rosado Guzman, il 23enne ferito con cinque colpi di pistola domenica scorsa nel ristobar di piazza Salotto, dove lavora.

Il giovane finalmente si è svegliato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. Da quanto riferisce al Centro la madre, Melani Guzman, 43 anni, Yelfry è lucido, ricorda tutto dell’accaduto.

Tanto che avrebbe riferito ulteriori dettagli sulla vicenda rivelando che Federico Caporale, il 29enne arrestato 9 ore dopo avergli sparato, aveva già pranzato nel locale venerdì e sabato: “Abbiamo parlato, mi ha chiesto ‘come ti chiami, di dove sei'” e io ho fatto lo stesso, sembrava tranquillo”.

Domenica, ha raccontato ancora il giovane, “ha chiesto vino rosso e arrosticini ma si è lamentato che erano insipidi e inisisteva che li voleva più salati, quindi ha ordinato altri 10 arrosticini”.

Ma nell’attesa gli è scattato un qualcosa che lo ha spinto ad entrare lamentandosi, prima gli ha sferrato un pugno, poi ha tirato fuori la pistola.

Il 23enne è stato operato tre volte in due giorni, ferito con diversi colpi di arma da fuoco, quattro o cinque. Uno lo ha colpito sulla testa, vicino alla fronte, un altro dietro alla schiena alla base del collo e gli altri due si sono conficcati ai fianchi. I primi due proiettili sono stati estratti nel corso dei primi due interventi chirurgici, domenica tardo pomeriggio, e consegnati alla polizia per essere esaminati. Per gli altri si è resa necessaria una esplorazione più approfondita.