L’AQUILA – Qundici persone agli arresti in carcere e due colpiti da obbligo di dimora: è il bilancio di due distinte operazioni antidroga condotte in Abruzzo dagli agenti di Polizia all’Aquila e Chieti.
Nel capoluogo gli agenti della mobile hanno arrestato nove persone per spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione: nell’ambito della stessa operazione, infatti, è stato posto sotto sequestro un night ad Alba Adriatica (Teramo).
A Chieti, su ordine della Procura della Repubblica di Pescara, gli uomini della Polizia hanno arrestato sei persone, sempre nel corso di un’operazione contro lo spaccio di droga, mentre altre due persone sono state colte da obbligo di dimora.
L’AQUILA – È iniziata dalle prime luci dell’alba di oggi un’operazione antidroga della squadra Mobile della questura dell’Aquila che ha portato in manette nove persone, di cui quattro aquilani.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo su richiesta della procura della Repubblica.
In tutto sono 13 gli indagati e tra gli arrestati tre sono incensurati.
L’operazione, denominata “Costa Dorata”, conclude complesse indagini sviluppate dagli agenti della Mobile dell’Aquila, coordinati dal vice questore aggiunto Fabio Ciccimarra, che hanno consentito di disarticolare un fiorente canale di spaccio di cocaina gestito da italiani e albanesi con estensione all’intera regione Abruzzo.
Il reato contestato è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti di tipo cocaina e sfruttamento della prostituzione.
Arresti e perquisizioni si sono svolte all’Aquila, Avezzano (L’Aquila) e Alba Adriatica (Teramo), opera anche la sezione Antidroga della Mobile diretta dal sostituto commissario Sabatino Romano.
Ad Alba Adriatica è stato posto sotto sequestro un noto night club. (alb.or.)
“Dal punto di vista dello spaccio di droga L’Aquila è molto diversa da come me l’avevano rappresentata, non è isolata come dicono. È anzi perfettamente al centro di un corridoio che collegare il Tirreno e la Capitale all’Adriatico”.
Lo ha detto in conferenza stampa il dirigente della squadra Mobile della questura del capoluogo, il vice questore aggiunto Fabio Ciccimarra, che ha affermato di non voler sottovalutare il settore della droga, “che anche se in maniera silente all’Aquila continua a mantenere una sua assoluta dignità. Fin tanto che ci sarà questo tipo di domanda – ha assicurato – ci sarà sempre offerta”.
Con l’operazione “Costa Dorata” la Mobile aquilana ha disarticolato una connection che abbinando lo spaccio alla prostituzione faceva girare la polvere bianca in tre poli: il capoluogo, la costa teramana, in particolare la cittadina di Alba Adriatica, e la Marsica, con la città di Avezzano.
Per quanto riguarda L’Aquila, il sostituto commissario Nazzareno Buccella ha svelato che “lo spaccio avveniva nella zona di Coppito e limitrofe, vicino ai centri commerciali”.
Ma su questo punto Ciccimarra ha voluto fare un distinguo. “Non è giusto – ha detto – abbinare cocaina, centro commerciale e giovani. La cocaina se la fanno tutti, i giovani come i quarantenni e i cinquantenni”.
Dagli investigatori è emerso che nell’ambito dell’operazione sono state fatte anche segnalazioni di assuntori in prefettura, poco meno di una decina di persone.
Quanto allo stupefacente, viene ritenuto di buona qualità visto che un grammo di sostanza veniva spacciato al prezzo di 90-100 euro.
In conclusione, il capo della Mobile ha voluto ricordare l’importanza delle intercettazioni telefoniche nell’attività d’indagine. “Per noi restano uno strumento imprescindibile”, ha concluso. (alb.or.)
I NOMI DEGLI ARRESTATI
In carcere sono finiti Vladimir Picaku, 30 anni, Kujtim Picaku (27), Naim Grabovaj (24) e Edison Prokaj (26), tutti albanesi residenti all’Aquila, pregiudicati i primi tre, con precedenti penali il quarto, Ervis Braka (28), pregiudicato albanese residente a Teramo, ai domiciliari, invece, Roberto Foschi (58), pregiudicato residente a Teramo, Mirko Barone (28), aquilano incensurato, Fabio Romolo (34), teramano incensurato, Alona Sipova (31), lettone incensurata residente a Teramo.
Le misure cautelari sono state richieste dal pm della procura Antonietta Picardi e concesse dal gip del tribunale del capoluogo Giuseppe Romano Gargarella.
I DETTAGLI DELL’INDAGINE
Le complesse indagini sviluppate dalla Mobile dell’Aquila e coordinate della procura della repubblica hanno permesso di disarticolare un fiorente canale di spaccio di cocaina, stabilmente gestito da un gruppo di albanesi da tempo residenti nella provincia dell’Aquila con propaggini operative sia nel capoluogo che nel teramano, in particolare ad Alba Adriatica, dove, all’interno in un night club del lungomare insospettabili esercitavano anche lo sfruttamento della prostituzione.
I poliziotti dell’Antidroga, attraverso intercettazioni telefoniche nonché mediante servizi di videocontrollo a distanza e pedinamenti, sono riusciti a documentare, in meno di un anno di indagini, oltre 40 episodi di spaccio tra L’Aquila, Avezzano e Alba Adriatica.
Da una stima per difetto è emerso come il gruppo di albanesi fosse in grado di gestire contatti funzionali alla cessione di cocaina per importi complessivi anche superiori ai 15 mila euro in un solo mese con punte nelle vendite concentrate nei mesi prefestivi di dicembre e luglio.
La droga, destinata al mercato abruzzese, era acquistata da consumatori delle più disparate estrazioni sociali, economiche e culturali.
Le indagini oltre a rilevare precisi profili di responsabilità penale, con riferimento al reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina in concorso, contestate in capo a tutti i destinatari dell’ordinanza cautelare, hanno permesso, per di più, di circoscrivere elementi di rilievo penale in ordine al delitto di sfruttamento della prostituzione commesso in concorso dagli indagati e, concretamente, esercitato presso il noto night club “La bussola” di Alba Adriatica, di cui l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo.
Dalle indagini è emerso come all’interno del locale le donne destinate all’esercizio della prostituzione fossero disposte a prestazioni in cambio di somme di denaro, variabili e con oscillazioni tra i 100 e i 400 euro, in funzione del luogo dove veniva consumato il rapporto a luci rosse.
Sono ancora in corso perquisizioni domiciliari nel capoluogo, ad Avezzano e Alba Adriatica effettuate dalla Mobile dell’Aquila con l’ausilio degli agenti del commissariato di Avezzano, della squadra Mobile di Teramo e delle unità cinofile specializzate.
CHIETI: 6 ARRESTI, DUE PERSONE CON OBBLIGO DI DIMORA
CHIETI – Ultimo atto, con gli arresti di ieri e l’altro ieri, di una complessa indagine contro il traffico di droga avviata della procura di Pescara ma effettuata dalla polizia teatina. I dettagli sono stati forniti oggi nel corso di una conferenza stampa a Chieti dal dirigente della Squadra mobile, Francesco Costantini, e da quello della sezione antidroga, Licio D’Antuono.
Tra ieri e l’altro ieri sono stati emessi otto provvedimenti di custodia cautelare, sei in carcere e due obblighi di dimora. I sei arrestati sono: Giancarlo Lorenzini, quarantenne originario dell’Aquila ma residente a San Giovanni Teatino, l’albanese Ilir Purova, 28 anni domiciliato a Roma e il socio albanese Edison Kajtazi, 30 anni ufficialmente senza fissa dimora in Italia, i fratelli gemelli Pietro e Paolo Damiano, classe 1963 residenti il primo a Spoltore e il secondo a Montesilvano e Carlo Iafrate, 37 anni aquilano d’origine ma residente a Porto S. Giorgio nelle Marche.
Obbligo di dimora invece per Matteo D’Urbano, 28 anni di Guardiagrele ma residente a Chieti Scalo, e Enio Sincic, 55 anni residente a Spoltore. Risultano, inoltre, anche altri indagati sia aquilani che pescaresi.
I primi ad essere arrestati, l’altro ieri a Roma, sono stati i due albanesi. Si è deciso di procedere subito all’attuazione dell’ordinanza di custodia cautelare perché c’era il fondato sospetto che Kajtazi stesse per lasciare l’Italia.
L’albanese, definito da Costantini come un vero e proprio “corriere internazionale della droga” aveva fatto richiesta di una serie di documenti che facevano pensare che si sarebbe stabilito in Germania. Gli altri quattro italiani sono stati arrestati, invece, il giorno dopo. Si trovavano tutti nelle rispettive abitazioni quando sono arrivati gli agenti di polizia.
Per tutti il reato contestato è quello di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in concorso tra loro. La testa dell’operazione era però il Lorenzini, che si definiva imprenditore e commerciante di auto ma che in realtà, secondo le indagini della polizia, si occupava di ben altro.
A lui, attraverso diversi canali (alcuni dei quali riconducibili alla Lombardia) arrivava la droga, prevalentemente cocaina ma anche hashish e marijuana. Lorenzini, se si eccettua il coinvolgimento in un caso di carte di credito clonate, non era stato mai beccato dalle forze dell’ordine.
Pare fosse personaggio molto scaltro e anche definito per certi versi “presuntuoso” (pare si vantasse della qualità della droga che smerciava). “Non ha mai commesso alcun errore – ha detto il capo della Mobile – fosse stato per lui non l’avremmo preso, siamo riusciti a risalire alla sua persona grazie ai suoi complici”.
Lorenzini si era trasferito dall’Aquila a S. Giovanni Teatino dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e aveva usufruito anche di alcuni benefici riservati alle vittime del terremoto. Risiedeva a Sambuceto, la popolosa frazione di S. Giovanni più vicina agli svincoli delle grandi infrastrutture della zona e di questa fortunata posizione avevano sicuramente beneficiato i suoi traffici.
L’operazione terminata con gli arresti di ieri e l’altro ieri è stata chiamata “Tempesta” sia perché collegata ad indagini espletate nell’aquilano in condizioni atmosferiche proibitive sia perché i due albanesi arrestati l’altro ieri a Roma sono stati beccati in via Tempesta.
L’operazione “Tempesta” va collegata a una precedente operazione chiamata “Giano new”, conclusa l’anno scorso con l’arresto di diverse persone. Sebbene allora non si era riusciti ad arrivare a Lorenzini che muoveva le file dello spaccio di droga.
In particolare la polizia teatina ha riferito dell’arresto di due persone quasi esattamente un anno fa all’Aquila, quando in una giornata molto nevosa venivano arrestati due aquilani legati a Lorenzini, e veniva ritrovata un’autovettura con dentro una cassaforte che racchiudeva quasi 300 grammi di cocaina.
Allora in arresto finirono gli aquilani Roberto Strinella e Tiziano Chiarizia, entrambi colti in flagranza di reato.
E a Lorenzini è anche da collegare l’altra operazione di un anno e mezzo fa al centro commerciale Ipercoop di Sambuceto quando furono esplosi anche colpi di arma da fuoco. Il corriere in quella occasione avrebbe dovuto consegnare una partita di sostanza stupefacente destinata a Lorenzini, ma le forze dell’ordine avevano scoperto tutto.
Gli agenti di polizia erano dunque da tempo sulle tracce dell’aquilano. Avevano scoperto del legame con i due albanesi, quello con l’amico aquilano Iafrate e quello, infine, con i due gemelli. Di tutti si serviva come corrieri e spacciatori. Nel corso dell’operazione sono stati anche sequestrati quasi tre chili di hashish, 300 grammi di cocaina e 120 di marijuana. (ar. ia.)






