L’AQUILA – Domani, venerdì 24 aprile, alle 18 avrà luogo presso il palazzetto dei Nobili la conferenza ‘Sovranità economica e ricostruzione. Oltre l’euro e l’austerità, la possibilità per rinascere’ con la partecipazione di Jean Sebastien, economista collaboratore del sito Scenarieconomici.it, e di Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant’Angelo (L’Aquila) e autore lo scorso anno di uno sciopero della fame per protestare contro la mancata ricostruzione.
Organizzatore dell’evento è Sovranità, movimento promotore sul territorio delle idee di Matteo Salvini.
“Questo convegno vuole essere l’occasione per fare finalmente chiarezza su alcuni punti chiave della questione ricostruzione, mai realmente affrontati dai politici locali e nazionali – spiega Paolo Ardini, responsabile aquilano Sovranità – Grazie all’intervento di Jean Sebastien di natura tecnica sarà possibile capire come l’Unione Europea abbia interferito in maniera grave con le capacità del governo di gestire la ricostruzione, e comprendere finalmente il perché, a dispetto dei tanti proclami dei governi passati e presenti, i tante volte promessi ‘fondi per la ricostruzione’ siano stati erogati col contagocce e con grande lentezza”.
“Successivamente – spiega ancora – il sindaco Biondi ci racconterà la sua esperienza come amministratore di una piccola comunità duramente colpita dal sisma del 6 aprile, la sua continua lotta per tutelarne i diritti, le ragioni che lo spinsero allo sciopero della fame come ultima possibilità per tentare di far conoscere il dramma di una terra impossibilitata a rinascere e per sollecitare un intervento deciso del governo, sciopero interrotto solo dopo pesanti pressioni dell’opinione pubblica nel momento in cui la sua vita era a repentaglio”.
“Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare – conclude la nota – per poter finalmente apprendere quali siano le autentiche ragioni, sistematicamente nascoste da chi altrimenti dovrebbe giustificare il suo appoggio a questa Unione europea, che impediscono al territorio aquilano di risollevarsi a tanti anni dal dramma del sisma, e per poter prendere visione di un altro futuro possibile, fatto di ricostruzione e sviluppo economico, che può essere realizzato rompendo le catene, fatte di regole ed obblighi assurdi pensate per tutelare interessi diversi da quelli del popolo italiano, che l’Unione Europea ha stretto attorno alla nostra nazione”.






