L’AQUILA – A dispetto dell’inchiesta giudiziaria con 7 indagati, non si fermeranno almeno per ora i lavori dell’opera pubblica più importante per la ricostruzione post-sisma dell’Aquila, la realizzazione dei nuovi sottoservizi del centro storico con la costruzione nel sottosuolo di un tunnel “intelligente” che raggrupperà le reti idrica, elettrica, fognaria e Internet.
Ad assicurarlo ad AbruzzoWeb sono tanto Americo Di Benedetto, presidente della società Gran Sasso Acqua, che ha gestito l’appalto da 33 milioni (per la prima tranche), quanto Gianni Frattale, titolare della Edilfrair, una delle componenti (con Acmar e Taddei) della società Asse centrale che svolge i lavori, iscritto nel registro degli indagati.
Lui e altre sei persone sono accusate dalla procura della Repubblica dell’Aquila di turbativa d’asta nell’aggiudicazione della prima parte del mega appalto.
“Sono in corso accertamenti che non hanno ripercussioni sui lavori, il filone era già quello degli approfondimenti che si stavano facendo, prima sulla procedura di gara e ora sulla valutazione delle offerte – afferma Di Benedetto – Stiamo andando avanti, c’è chi dice che non scaviamo quando invece abbiamo trovato dei reperti che gli esperti stanno valutando”, notizia, quest’ultima, anticipata da AbruzzoWeb.
“L’inchiesta mi rammarica, è giusto che si vadano ad approfondire delle cose ma sono convinto che non ci saranno problemi di alcun genere”, conclude il presidente Gsa.
Molto sereno si dice Frattale, raggiunto telefonicamente all’estero. “I lavori vanno avanti, non vedo perché dovrebbero andare indietro o fermarsi, non vedo alcuna motivazione – premette – Sono sereno come lo sono stato per tutti i miei 45 anni di attività imprenditoriale diretta. La serietà, l’onestà e la professionalità me le sono imposte e le pretendo da me stesso e da ciò che ruota intorno a me”.
Frattale non si espone sul fatto che l’esposto da cui si è originata l’inchiesta potrebbe essere stato presentato dalle ditte arrivate dietro l’associazione temporanea d’impresa (Ati) Acmar-Edilfrair-Taddei che poi ha dato vita alla Asse centrale: le stesse aziende che avevano tentato la carta del ricorso al giudice amministrativo per ribaltare l’esito dell’appalto.
“Non ho visto gli atti, non mi interessa e non voglio fare polemica, sono disposto a chiarire in qualsiasi momento – conclude il costruttore, che è anche presidente provinciale Ance – Chi è che ha fatto quello che ha fatto e perché lo ha fatto non mi interessa. Abbiamo vinto al Tar e al Consiglio di Stato, poi ancora al Tar per il merito, ora aspettiamo nel merito anche il Consiglio di Stato”.
La gara è stata appaltata dalla società Gran Sasso Acqua nel suo ruolo di soggetto attuatore: ad aggiudicarsi l’importante commessa è stato la società consortile a responsabilità limitata (Scarl) “Asse Centrale”, composta dalla ravennate Acmar, come capofila, e dalle aquilane Taddei ed Edilfrair.
L’avviso di garanzia all’atto dell’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato agli imprenditori Alfredo Zaccaria, presidente dell’Acmar, Gianni Frattale (Edilfrair), presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance) dell’Aquila, Danilo Taddei (Taddei Spa), l’ingegnere Aurelio Melaragni, direttore della Gran Sasso Acqua indagato in qualità di presidente della commissione aggiudicatrice e attualmente responsabile unico del procedimento.
Tra gli indagati anche tre tecnici che avrebbero, secondo la procura, avuto un ruolo nell’aggiudicazione dei lavori: gli ingegneri Pieralberto Properzi e Flavio Lombardi, componenti della commissione aggiudicatrice, e l’architetto Sandro Annibali, presidente della Federazione interregionale Abruzzo Molise della categoria.
Secondo le accuse formulate dal pubblico ministero Stefano Gallo, al centro della contestazione ci sarebbe stato un favoritismo, da parte della commissione che ha aggiudicato i lavori, verso l’associazione temporanea di imprese (Ati) che ha vinto l’appalto rispetto ad altre ditte che sono state escluse.
Tra queste la seconda classificata, Alma Cis Srl, dell’imprenditore Enrico Marramiero, già presidente di Confindustria Pescara, che aveva inoltrato ricorso al tribunale amministrativo contro l’aggiudicazione, perdendolo.
Proprio una di queste, stando a quanto si è appreso, si sarebbe rivolta alla procura.
I lavori per i sottoservizi riguardano la costruzione di una “galleria intelligente” dentro la quale potrà camminare comodamente una persona per ispezionare lo stato delle reti, sotto tutto il corso principale del centro storico dell’Aquila da ricostruire e le sue principali diramazioni.
A lanciare il bando la società Gran Sasso Acqua Spa, partecipata del Comune dell’Aquila e da tutti i Comuni del comprensorio, che si occupa della gestione del ciclo idrico integrato nell’ambito territoriale ottimale (Ato) Aquilano.
Tra i sottoservizi compresi rientrano le reti di distribuzione idrica, le fognature, la rete elettrica a bassa e media tensione per l’illuminazione pubblica e privata, la rete gas metano, la rete telefonica e quella a fibra ottica per il collegamento dati.



