L’AQUILA – È il giorno dell’iniziativa e nazionale “Sos L’Aquila” ma le polemiche sono già roventi ed il fronte della manifestazione è già spaccato. All’iniziativa hanno aderito comitati, associazioni ed enti provenienti da tutta Italia e tutti i partiti di opposizione al Governo, da quelli di centro sinistra all’Udc; dopo il forfait al corteo dei sindaci di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, e di Cagnano Amiterno, Donato Circi, anche i primi cittadini di altri comuni del cosiddetto cratere sismico hanno annunciato che non parteciperanno alla manifestazione.
Sono quelli di Barete, Cagnano Amiterno, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Poggio Picenze e San Pio delle Camere.
Troppo forte, secondo loro, il rischio di strumentalizzazioni tanto che in un comunicato congiunto il corteo viene definito “politico e non istituzionale”. In extremis la Provincia dell’Aquila, che in un primo momento aveva annunciato l’adesione alla manifestazione, ha dichiarato ufficialmente che non parteciperà al corteo. Stesso discorso della Regione, che non sarà della manifestazione nonostante il gruppo consiliare del Pd avesse chiesto la partecipazione con tanto di gonfalone dell’ente.
Hanno assicurato la loro presenza, invece, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, il vice segretario Pd, Enrico Letta, l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Udc, Marco Pannella dei radicali ed esponenti locali e regionali del panorama politico nazionale e regionale del centro sinistra. Sarà presente anche il consigliere regionale del Molise del Pd Michele Pietraroia che ha presentato un ordine del giorno al Consigli regionale affinchè la sua regione dimostri solidarietà nei confronti dei terremotati abruzzesi e vengano riconosciuti gli stessi diritti riconosciute alle altre popolazioni colpite dal sisma
Sui rischi che tra i partecipanti possano “infiltrarsi” anche persone poco interessate alle richieste e le rivendicazioni dei terremotati è intervenuto anche l’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, sia a margine di un convegno sia con un comunicato ufficiale ‘più pacato’
“Rivolgo un appello – ha dichiarato – a tutti gli aquilani migliori di fare in modo che questa manifestazione di domani sia veramente un grido al Governo, allo Stato, per dire che L’Aquila c’é e ha i suoi problemi, ma esorto tutti ad eliminare possibili infiltrazioni e strumentalizzazioni”.
SI SPACCA IL FRONTE DEI COMUNI: “CORTEO POLITICO, NOI NON PARTECIPIAMO”
“Non è partecipando a manifestazioni politiche, faziose e strumentali, che si risolveranno i problemi delle popolazioni che rappresentiamo”.
Così i sindaci dei Comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Poggio Picenze e San Pio delle Camere annunciano di non aderire alla manifestazione di quest’oggi.
“Condividiamo nel merito le motivazioni della manifestazione, che inizialmente era stata presentata come apolitica – spiegano – e naturalmente riteniamo di primaria importanza la ricostruzione del territorio, la ripresa economica, il sostegno ai lavoratori, la tutela sociale dei più deboli, la concessione di adeguate agevolazioni fiscali, la sospensione di mutui, la sospensione di prestiti e la realizzazione di tutte quelle azioni che possano consentire la rinascita della città dell’Aquila e di tutto il cratere”.
“Siamo anche consapevoli di come per raggiungere tali finalità occorra la collaborazione di tutti i diversi attori della ricostruzione, nel rispetto delle Istituzioni e del ruolo di ognuno, attraverso il dialogo continuo e il lavoro quotidiano. Tuttavia – sottolineano – nel corso di questi ultimi giorni è emerso in tutta evidenza il chiaro connotato politico di ‘L’Aquila chiama Italia’.
“La partecipazione di tutti i partiti della sinistra italiana, la passerella già annunciata di Vendola e Di Pietro, l’adesione alla manifestazione di diverse realtà, provenienti anche da fuori Regione, riconducibili all’area dell’estrema sinistra (Popolo viola, Amici di Beppe Grillo e No-Tav) lasciano presagire che si tratterà solo ed esclusivamente di una manifestazione sterile il cui vero intento è screditare il governo nazionale. La presenza in città di una troupe della trasmissione Annozero si caratterizza sempre più come funzionale cassa di risonanza per le finalità meramente politiche della manifestazione piuttosto che legate ad un concreto e reale interesse alle criticità legate al post-sisma.
“In questo quadro – concludono i sindaci – la città dell’Aquila rischia di essere utilizzata soltanto come teatro e i problemi del nostro territorio come semplice pretesto per una iniziativa che, a causa della speculazione di una parte politica, rischia di apportare più danni che benefici all’intera collettività”.
VESCOVO DELL’AQUILA: “ATTENTI ALLE INFILTRAZIONI”
L’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, lancia l’allarme: “Attenzione agli infiltrati nel corteo”.
Un invito rivolto alla popolazione aquilana alla luce delle numerosissime adesioni giunte da tutta Italia all’iniziativa: tra queste anche quelle di associazioni e comitati che, secondo Molinari, potrebbero giungere nel capoluogo abruzzese esclusivamente per contestare Governo nazionale e mondo della politica, facendo passare in secondo piano quelle che sono le rivendicazioni delle popolazioni terremotate.
“Rivolgo un appello a tutti gli aquilani migliori di fare in modo che questa manifestazione di domani sia veramente un grido al Governo, allo Stato, per dire che L’Aquila c’é e ha i suoi problemi, ma esorto tutti ad eliminare possibili infiltrazioni e strumentalizzazioni” ha dichiarato Molinari a margine di un convegno.
In vista della mobilitazione di quest’oggi, Molinari si è detto “d’accordo con tutti quelli che protestano per i motivi più giusti e mi fa piacere vedere tutta L’Aquila presente alla mobilitazione”.
“Quello che mi preoccupa un po’ leggendo la lista delle adesioni – ha però sottolineato – è vedere che ci sono delle sigle che nel loro nome, nel loro passato e nella loro storia non hanno volontà di costruire, di collaborare. Sembra che abbiano quasi più volontà a demolire”. Di qui l’appello “ad eliminare ogni possibile infiltrazione che mira ad altro, che mira a strumentalizzare e a creare disordini e incidenti”.
Le stesse preoccupazioni e perplessità dell’arcivescovo dell’Aquila sono state espresse anche da alcuni sindaci dell’hinterland aquilano, il cosiddetto cratere sismico, che domani non prenderanno parte alla manifestazione.
“Non sono contrario – aveva dichiarato nei giorni scorsi il sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, nei – sugli obiettivi della manifestazione, condivisibili e su cui stiamo lavorando. Ma la filosofia ‘L’Aquila chiama Italia’ ha aperto a realtà che non verranno qui a manifestare pro L’Aquila, ma contro il governo. Con che criterio sono stati fatti gli inviti?”
Un altro dei contrari è il sindaco di Cagnano Amiterno, Donato Circi. “Non sono contro iniziative che portino soluzioni – premette – ma sono contrario a iniziative organizzate dai comitati cittadini”.
LA DICHIARAZIONE UFFICIALE DELL’UFFICIO STAMPA DELLA DIOCESI AQUILANA
L’AQUILA – In vista della manifestazione di quest’oggi “Sos L’Aquila chiama Italia” l’ufficio stampa dell’arcidiocesi aquilana ha emesso un comunicato ufficiale nel quale viene riportato l’invito dell’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe molinari, ad isolare gruppi di contestatori e in cui viene sottolineata la solidarietà della Chiesa aquilana nei confronti della popolazione aquilana
“La Chiesa dell’Aquila è pienamente solidale con gli aquilani – si legge – che manifestano per richiamare l’attenzione dello Stato, delle Istituzioni e di tutti sui gravi e permanenti problemi che sono tuttora da risolvere nella nostra città”.
“Ci si augura – continua – che la manifestazione avvenga in un clima di concordia, di rispetto delle persone e della città stessa”.
“Perciò i veri aquilani, amanti del bene della propria terra – prosegue – sono invitati a isolare e neutralizzare ogni azione eversiva e demolitrice di ‘strani’ gruppi che hanno annunciato la loro adesione”.
“Il Signore, per intercessione di Maria Santissima salvezza del popolo aquilano, di cui oggi celebriamo la festa, e di tutti i nostri Santi Protettori – si legge in conclusione – protegga la nostra città e i suoi abitanti. e ci conceda un futuro pieno di speranza e all’insegna di un’identità riuscita”.
LA PROVINCIA DELL’AQUILA NON PARTECIPERA’ AL CORTEO
L’AQUILA – Nemmeno la Provincia dell’Aquila parteciperà al corteo di domani. Questa è la nota diffusa nella quale si ribasice la vicinanza alle rivendicazioni delle popolazioni colpite dal sisma, ma, contestualmente, viene criticata la connotazione politica che la manifestazione sta acquisendo.
“Ribadiamo che la Provincia si fa carico delle richieste già espresse in un recente Consiglio Provinciale: – si legge in una nota del gruppo di maggioranza del Consiglio della Provincia dell’Aquila – tra cui, il rinvio delle tasse e l’ abbattimento del 60% delle stesse, l’accelerazione del processo di ricostruzione e l’espletamento delle pratiche per l’istituzione della Zona Franca Urbana”.
“La Provincia non parteciperà alla manifestazione di domani a differenza di quanto avvenuto in precedenza, in quanto dalla lettura dei siti web, si evince chiaramente che la stessa manifestazione sta prendendo una connotazione di strumentalizzazione politica. Ciò andrebbe a danneggiare l’immagine della città a livello nazionale e lo stesso processo di ricostruzione, offuscando tutto ciò che di positivo è stato fatto fino ad adesso ed il reale fine ultimo. La Provincia è con la città dell’Aquila ma non con il popolo dei no!”.
ORDINE DEL GIORNO DELLA REGIONE MOLISE A SOSTEGNO DEI TERREMOTATI ABRUZZESI
L’AQUILA – Il Consiglio regionale del Molise ha deciso di iscrivere per la prossima seduta un ordine del giorno, presentato da Michele Petraroia (Pd), con il quale si esprime solidarietà ai terremotati dell’Aquila e dei Comuni del cratere.
Il documento fa proprie le rivendicazioni degli abitanti delle zone colpite dal sisma relativamente ai disagi e alle incertezze in merito alla ricostruzione, all’economia e all’occupazione. Nel testo, inoltre, viene deliberata la partecipazione, in forma ufficiale, alla giornata di mobilitazione indetta per quest’oggi dall’assemblea permanente dei cittadini dell’Aquila e dei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e fatta propria la piattaforma e gli obiettivi della manifestazione, con particolare attenzione al problema del rimborso delle tasse, per il quale si chiede il trattamento simile a quanto concesso ai cittadini dell’Umbria e delle Marche, oltre quelli dell’Irpinia e della provincia di Foggia.
L’Odg prevede anche di fare voti nei confronti del Parlamento nazionale affinché, in tempi rapidissimi, adotti un provvedimento teso a scongiurare il rimborso delle tasse nella loro interezza e dal gennaio 2011, oltre ad una legge sulle problematiche insorte nella gestione post-emergenza, e in calce alla quale i cittadini stanno raccogliendo le necessarie 50.000 firme, al fine di assicurare regole condivise per tutti sui criteri della ricostruzione e un flusso di finanziamenti certi per far fronte ad essa. Petraroia, con una nota inviata al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e al Comitato promotore della manifestazione ha comunicato la sua adesione personale alla manifestazione.
“Sarò insieme a voi a sfilare tra le vostre macerie, uniti sotto la vostra bandiera nero verde senza alcun simbolo di partito. Sarò con voi perché condivido le vostre giuste rivendicazioni, perché L’Aquila è una città d’arte, è il simbolo storico della nostra unica Terra di Abruzzo e Molise, divisa istituzionalmente ma mai in termini storici, culturali e di quella comune identità che ci contraddistingue”.
“L’Abruzzo – conclude Petraroia – è parte dell’anima di ciascun molisano e L’Aquila è stata e resterà sempre la nostra città più bella”.
PROGRAMMA DEL CORTEO
L’AQUILA – “Venite a piazza D’Armi, per non far morire la nostra terra, tutti devono sapere che noi non molliamo!”.
Il tam tam anche stavolta arriva via sms, con l’obiettivo di richiamare quanta più gente possibile domani alla mobilitazione nazionale che vuole riaccendere le luci sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica.
Un’iniziativa, dal titolo “L’Aquila chiama Italia”, finalizzata anche a lanciare la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiano finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.
A piazza d’Armi gli organizzatori si aspettano migliaia di persone. Solo da fuori città si annuncia l’arrivo di 40-50 pullman e le adesioni aumentano ora per ora.
Per questo motivo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con una ordinanza ha anticipato l’uscita dalle scuole alle 11.
Il corteo partirà alle 14.30. Sfileranno delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila che ha votato l’adesione all’unanimità -sindacati, associazioni, l’università e la locale squadra di Rugby, gloria sportiva della città.
Attese anche rappresentanze di altri comuni del cratere, oltre alle segreterie di buona parte dei partiti di opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori.
Lo stesso leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato che sarà presente. Parteciperanno inoltre artisti e intellettuali.
Molti arriveranno di persona e altri faranno arrivare la loro testimonianza. Come il regista Mario Monicelli, il quale ha organizzato e promosso interviste a personaggi del mondo della cultura, della scienza e dell’arte – da Corrado Augias a Margherita Hack ai fratelli Taviani, e che invierà una lunga testimonianza video a più voci che sarà proiettata su un maxi schermo. Il corteo attraverserà il centro storico per raggiungere piazza Duomo.
COME CAMBIA LA VIABILITA’
L’AQUILA – In occasione della manifestazione “L’Aquila chiama Italia” il comando di Polizia Municipale ha predisposto delle modifiche alla viabilità.
In particolare dalle ore 13 di quest’oggi e fino al termine della manifestazione saranno chiuse al transito veicolare via XX Settembre e viale Corrado IV, dove potranno accedere solo i pullman che trasportano i manifestanti e che comunque, dopo averli fatti scendere, dovranno proseguire verso il parcheggio di Viale Gran Sasso. Il traffico in entrata in città verrà pertanto dirottato lungo via Piccinini, sulla quale sarà istituito un senso unico di marcia in direzione di via Antica Arischia.
I veicoli provenienti da via Amiternum, allo sbocco su via Piccinini, dovranno pertanto svoltare obbligatoriamente a sinistra, mentre quelli provenienti da via Paolucci dovranno procedere verso via Amiternum o svoltare a destra verso via Piccinini. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha inoltre disposto, con apposita ordinanza, la chiusura temporanea di via dell’Arcivescovado, dalle ore 8 e fino alle ore 24 del 20 novembre, oltre alla delimitazione dell’area di piazza Duomo transennandone l’accesso su via dell’Arcivescovado.
Sempre con ordinanza sindacale è disposta inoltre la sospensione dell’attività didattica, nelle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, alle ore 11.



