L’AQUILA – “Il mio era solo un esempio, una domanda retorica”. Risponde così il sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, agli esponenti di Forza Nuova, tirati in ballo a proposito della manifestazione nazionale del 20 novembre prossimo all’Aquila.

“Non c’è nessuna questione personale contro Forza Nuova. Chiedevo, visto che il 20 saranno presenti associazioni dell’antagonismo di sinistra, se alla manifestazione sarebbe stato accettato  anche chi sta all’estremità opposta, come Forza Nuova  appunto. Era un banalissimo esempio”.

In realtà il paradosso usato dal sindaco di Villa Sant’Angelo nasconde un malumore diffuso tra alcuni sindaci del cratere sismico sulle adesioni indiscriminate alla manifestazione da parte di associazioni e movimenti del resto della penisola.

Non sono contrario – aveva dichiarato Biondi – sugli obiettivi della manifestazione, condivisibili e su cui stiamo lavorando. Ma la filosofia ‘L’Aquila chiama Italia’ ha aperto a realtà che non verranno qui a manifestare pro L’Aquila, ma contro il governo. Con che criterio sono stati fatti gli inviti? Se aderisse Forza Nuova sarebbe ben accetta? Il rischio è che L’Aquila diventi un pretesto, di ‘intrupparmi’ in una cosa del genere non ci penso neanche”.

Una provocazione che non è piaciuta ai rappresentanti di Forza Nuova che aveva invitato il primo cittadino a chiarire la sua dichiarazione: “Invitiamo il sindaco a chiarire il senso delle sue affermazioni chiedendogli, qualora si ravvisasse un elemento diffamatorio nei nostri confronti, le sue scuse”.

Scuse che non ci sono state, semplicemente perché non vi era alcuna intenzione diffamatoria.