L’AQUILA – La parlamentare di Sulmona (L’Aquila), Paola Pelino (nella foto), nuovo sottosegretario di Stato? L’indiscrezione è stata lanciata dal quotidiano la Repubblica ed è passata completamente sotto silenzio, non ricevendo commenti.

Probabilmente perché si tratterebbe di una nomina spiazzante, capace di scompaginare gli equilibri di potere del centrodestra abruzzese.

Il momento politico è assolutamente fluido. Appena consumato lo strappo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, quest’ultimo, mentre non sottovaluta l’idea di elezioni anticipate, contemporaneamente sta facendo un po’ sottotraccia una “campagna acquisti” tra i parlamentari, per blindare la sua maggioranza e metterla al sicuro da qualsiasi eventuale defezione di chi decida di seguire l’avventura finiana.

Il nome della Pelino viene fuori assieme a quello di altre due parlamentari, Nunzia De Girolamo, campana, e Daniela Melchiorre, romana, che secondo il quotidiano già da mercoledì andranno a rafforzare la squadra di governo in una prima infornata destinata forse ad ampliarsi.

Tutti con il fiato sospeso, allora, perché la nomina avrebbe due aspetti innovativi fondamentali.

Innanzitutto, si tratterebbe del primo esponente abruzzese nell’organigramma del governo Berlusconi IV, che ha lasciato del tutto sprovvisto di ministri e sottosegretari l’Abruzzo. Una regione di cui poi, ironia della sorte, lo stesso esecutivo si è dovuto occupare parecchio, per via del terremoto del 6 aprile 2009 e dei buchi della sanità.

Dicendo che l’Abruzzo è sprovvisto di rappresentanza al governo si fa salvo ovviamente il nome pesantissimo di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nato ad Avezzano (L’Aquila), ma a tutti gli effetti esponente nazionale del Pdl, e inoltre non eletto in Parlamento.

La seconda novità che porterebbe la nomina della Pelino sarebbe il sorpasso su un tris di califfi del Pdl abruzzese, che a buon diritto potrebbero aspirare quanto e forse più di lei a un incarico di governo: in primis i due coordinatori regionali, Filippo Piccone, di Celano (L’Aquila), e Fabrizio Di Stefano, di Casoli (Chieti), entrambi senatori, ma anche il deputato Maurizio Scelli, quest’ultimo tra l’altro originario di Sulmona, come la Pelino, e già in passato collezionista di incarichi pesanti: è stato infatti segretario generale dell’Unitalsi e soprattutto commissario straordinario della Croce Rossa.

Una Pelino sottosegretario romperebbe il fronte della governance pidiellina abruzzese e andrebbe a generare sicuramente maretta tra i potenziali “trombati”, con conseguenze tutte da valutare, anche in relazione alla variabile impazzita della presenza dei finiani.

Tra le vittime della Pelino, invece, non potrebbe essere messo il governatore, Gianni Chiodi: rumors lo indicano perfino come un possibile ministro, ma in un futuro politico prossimo, non ora.

D’Altronde, l’imprenditrice dei confetti è una berlusconiana di ferro. In un’intervista al Giornale del 2006, da neodeputata tracciò questo ritratto epico dell’attuale primo ministro, che allora aveva appena perso d’un soffio le elezioni: “Grande imprenditore, uomo sensibile, democratico vero. Essere incomparabile che ha rivoluzionato la politica”.

Un appoggio al Cavaliere senza se e senza ma, ribadito anche di recente (“Se riprende in mano la ricostruzione, darà una sferzata”), e che potrebbe portare la Pelino a un traguardo inatteso e prestigioso, dribblando gli altri in lizza.