CIVITELLA ALFEDENA – Non l’ha mai detto esplicitamente, ma l’ha sempre sospettato: Stefano Di Giacinto, il papà delle due sorelline ritrovate dopo quindici giorni dalla scomparsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, ha nutrito dubbi sulla ex moglie sin dai primi giorni.
Sin da quella notte in cui le sue figlie si sono volatilizzate nel nulla dalla struttura protetta nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Ha alternato appelli in tv e richieste d’aiuto sui social, ma davanti alle telecamere non ha mai accusato pubblicamente nessuno, non ha mai fatto il nome della sua ex, Valentina D’Acunto. La donna che, da ieri sera, si trova in carcere a Teramo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso con il padre, Marco, e il compagno, Vincenzo Esposito.
Ed oggi l’uomo si sfoga: “È la fine di un incubo, ma non siamo ancora arrivati alla fine. L’unico pensiero va a loro, che stiano bene”, premette.
Ha saputo che le figlie sono state segregate in casa per tutti questi giorni. È stata, lamenta, “una vera tortura. Non potevo accusare nessuno e continuerò a non farlo, dato che ci penseranno le istituzioni. C’erano stati dei precedenti già prima. Adesso sono emozionato, pieno di rabbia ma anche di felicità. Sto continuando ad accumulare, e non posso permettermi di cadere giù. La donna che le ha ospitate non è una zia, bensì una persona che non conoscono: lo ha detto anche lei. E riguardo a ciò che dice la madre ho notizie opposte”.
Domenica sera, quando lo hanno convocato in caserma per comunicargli il ritrovamento delle figlie, è stato sopraffatto dall’emozione, finendo per essere costretto a ricorrere alle cure mediche. Oggi la gioia lo pervade, nonostante i suoi dubbi si siano trasformati in certezze.
“Ho sempre pensato che qualcuno le avesse prese – dice – ma non ho mai avuto paura per loro. Sapevo che non gli avrebbero mai fatto del male. Mi ero fatto un’idea di quello che era successo ma mai mi sarei immaginato una cosa del genere, una roba da film”.
In cuor suo, Stefano sapeva che quello di Sarah e Alisya non era un allontanamento volontario, ma un sequestro.
“Ho sempre pensato che gli appelli della mia ex moglie fossero falsi – ammette -. Non è la prima volta che succedeva che mentisse”.
Ora, l’ultimo desiderio è quello di riabbracciare le figlie, al termine di un percorso che, con ogni probabilità, sarà tutt’altro che facile nonostante a fine maggio gli sia stata restituita la potestà genitoriale.
“Ora vorrei solo che stiano bene e in sicurezza – le sue parole -. Lascerò loro tutto il tempo per potersi riprendere da questo shock. Vorrei semplicemente tornare a fare il papà. Darò loro tutto il tempo possibile. So ciò che hanno passato, avranno bisogno di tempo ma io sarò qui ad aspettarle, per sempre”.





