L’AQUILA – La “grande bellezza” di una serata estiva, le sonorità accattivanti degli strumenti tipici della taranta, a un certo punto è sembrato un po’ a tutti i presenti di respirare un’aria magica: “accade quando tutto si mescola con le giuste dosi”, scherza Eugenio Bennato, intercettato da AbruzzoWeb ieri sera a cena dopo il concerto al festival LiberEtà dello Spi Cgil che anima il parco del Castello fino a domani.

Il cantaurotre ha continuato a scherzare senza sottrarsi agli avventori che lo circondavano al ristorante del circolo tennis, ai quali ha promesso di tornare preso in città.

Complice anche la temperatura finalmente estiva, il concerto gratuito ha richiamato e fatto ballare tanta gente.

Ha compiuto una “stregoneria”, come l’ha definita lui stesso, proprio lui che da sempre canta di briganti, riti magici e del Grande Sud, testo molto ballabile, magico e carico di amore verso la propria terra che lo portò qualche anno fa a Sanremo, quasi vicino alla vittoria.

Il tutto mescolato al ritmo della musica popolare: la taranta.

Napoletano, fratello di Edoardo, è stato uno dei fondatori della Nuova Compagnia Di Canto Popolare, il primo e sicuramente il più importante gruppo di ricerca etnica della musica popolare dell’Italia meridionale.

Stanco, coperto da un occhiale scuro, per celare la fatica di tante ore passate sul placo tra le prove e la kermesse, ha stretto le mani di tutti.

Nella tappa aquilana, Bennato si è esibito insieme alla propria band, composta da Ezio Lambiase (chitarre), Mujura (chitarra e basso), Sonia Totaro (voce e danza), Giustina Gambardella (percussioni) e Mohammed Ezzaime El Alaoui (voce e viola).