L’AQUILA – In pochi avranno il privilegio di far visita ai propri cari defunti in condizioni dignitose nei centri colpiti dal terremoto del 2009: procede infatti a rilento anche la riparazione dei cimiteri nel cratere sismico dell’Abruzzo.

A sette anni e mezzo dal terremoto sono appena 9 gli interventi ultimati, pari ad 1,7 milioni di euro, su un totale di 49 camposanti danneggiati per i quali sono stati stanziati 14 milioni di euro.

Dodici quelli in fase di progettazione, altrettanti quelli per i quali è in corso di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori e 16 sono i cimiteri in cui è attualmente aperto il cantiere.

Tra questi ultimi c’è quello di Navelli (L’Aquila), dove i lavori sono in corso e che con un costo di 961mila euro rappresenta l’intervento più oneroso di tutto il cratere, ad eccezione dell’Aquila.

Tra gli interventi più esigui ci sono quelli di Montorio al Vomano, Castelli e Pietracamela in provincia di Teramo, Ovindoli, Cagnano Amiterno, Cocullo e Castelvecchio Calvisio in provincia dell’Aquila, tutti intorno ai centomila euro.

Sono state sufficienti poche decine di migliaia di euro per i cimiteri di Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte (L’Aquila), dove sono in corso i lavori.

Complessivamente, sono in fase di progettazione interventi per 4,2 milioni di euro, in fase di affidamento lavori per 3,7 milioni e in corso di realizzazione opere per 5,1 milioni di euro.

Tra gli interventi ormai conclusi c’è quello di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), uno dei centri più colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.

Gran parte dell’area cimiteriale risultava gravemente danneggiata – si legge nel report dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc) – in particolare nella muratura perimetrale era crollato il portale di accesso e gran parte della muratura e c’erano lesioni gravi nelle porzioni restanti, soprattutto nella parte più antica, risalente alla prima metà dell’Ottocento.

Gravi lesioni si ebbero anche alle pareti murarie della chiesetta e ai locali accessori addossati alle murature perimetrali.

I 400mila euro stanziati sono serviti al restauro e al consolidamento e adeguamento impiantistico della parte più antica.

Lavori ultimati anche nei comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Carapelle Calvisio, Ovindoli e Pizzoli in provincia dell’Aquila, Castelli e Montorio al Vomano in provincia di Teramo.

Ancora in fase di progettazione, gli interventi per i cimiteri di Acciano, Barisciano, Rocca di Mezzo, San Demetrio né Vestini, Scoppito, Castel di Ieri, Bugnara, Collarmele, Montereale, Tornimpare e Castelvecchio Calvisio in provincia dell’Aquila, Colledara in provincia di Teramo.

“Certo, siamo indietro come per tutte le opere pubbliche” ammette il coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo, che ricorda come “le procedure sono più complicate di quelle per la ricostruzione privata”.

“Chi aveva più problemi ha avuto la precedenza, ma le opere pubbliche sono tutte in ritardo – ripete -. Ci stiamo organizzando con le centrali uniche di committenza, cerchiamo di accelerare su quel fronte perché non c’è possibilità di derogare alle norme, in attesa anche della legge di stabilità”.

Ad oggi, si contano sul palmo di una mano, e sono a macchia di leopardo, le Cuc costituite nell’area del cratere: una, ad esempio, è stata istituita tra i Comuni di Scoppito, Fagnano e Ocre, distanti tra loro e appartenenti a diverse Aree omogenee.

Con le nuove norme, senza la centrale unica i Comuni non possono più appaltare lavori superiori a 150mila euro e servizi per importi maggiori di 40mila euro.

“Siamo poi ancora in attesa delle linee guida dell’Autorità anticorruzione”, chiosa Di Paolo.