CHETI – “La fusione delle società di trasporto pubblico è una cosa moto positiva anche per la Sangritana, anche perché la Regione Abruzzo ha garantito che la divisione ferro resterà a Lanciano e sarà strategica”.

Ad affermarlo ad AbruzzoWeb è il presidente della Sangritana Pasquale di Nardo, alla vigilia dell’approdo in aula del Consiglio regionale della storica riforma regionale che trasformerà in unica società Arpa Gtm e appunto la Sangritana.

Una riforma che già manda in fibrillazione i sindacati, preoccupati per le ricadute occupazionali, e anche in provincia di Chieti il vicesindaco di Lanciano Mauro Valente e il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che temono che la formula scelta per l’unificazione, ovvero l‘accorpamento in Arpa, la società più indebitata, di Gtm e Sangritana, le società più in salute, cela in realtà un disegno di egemonia e un salvataggio mascherato dell’Arpa che non potrà non penalizzare in particolare la Sangritana. Di Stefano sostiene in particolare che “uniformando tutto, gomma e ferro, si rischia di perdere l’ingente contributo statale che Sangritana e Gtm continuano a percepire”.

Di Nardo però aggiunge che “queste sono preoccupazioni non fondate”.

“I tagli, ormai certi, alle risorse trasferite dallo Stato alle Regioni per il trasporto pubblico locale, l’introduzione dei costi standard e gli incentivi a sostegno di forme di accorpamento di società di trasporto, annunciati dal Ministro e contenuti nel disegno di legge di riforma, suggeriscono un’azienda unica di trasporto. È necessario razionalizzare e rendere più efficiente il trasporto pubblico che deve migliorare la qualità percepita dal cliente. In Europa si parla di trasporto intermodale, vale a dire di incentivare l’integrazione fra trasporto su ferro e quello su gomma. Oggi, in Abruzzo, questi sistemi non sono integrati, ma in concorrenza. Emergono criticità importanti, determinate anche dalla sovrapposizione di offerta di trasporto. In questo senso la costituzione di un operatore unico regionale può essere di aiuto per conseguire maggiore efficienza”.

E questo, ragiona Di Nardo, “sarà un bene anche per la Sangritana e per il suo trasporto ferroviario”.

“Abbiamo cantieri avviati – spiega – come quelli per il ripristino della tratta sociale da Archi a Castel di Sangro. Progetti immediatamente cantierabili come la costruzione della stazione passeggeri di fronte ai cancelli della Sevel, nella zona industriale che produce il PIL più importante della nostra regione. A breve inizieranno i lavori nella Stazione di Fossacesia, per migliorare le attività di manovra dei treni merci, riducendo così tempi e costi. Per non parlare di progetti presentati al territorio ed i cui lavori sono prossimi all’avvio. Questi sono solo alcuni esempi. Pertanto, non considerare la Sangritana come un’opportunità penalizzerebbe l’Abruzzo ancor prima dell’azienda”.

E l’azienda unica “è propedeutica anche alle gare”, tiene infine a sottolineare Di Nardo.

“Il nuovo soggetto industriale – conclude – avrebbe un valore della produzione di circa 150 milioni di euro con oltre 17 mila addetti e, quindi, una dimensione idonea per potersi misurare. Potrebbe attestarsi, insieme agli operatori privati abruzzesi, tra l’ottava e decima posizione come Azienda italiana di trasporto per valore di produzione e magari competere anche fuori dai propri confini regionali”. Filippo Tronca