L’AQUILA -“I soldi sono bloccati per colpa dei ricorsi al Tar, non certo per colpa mia”.
È l’ex sottosegretario oggi senatore del Pdl Carlo Giovanardi a telefonare ad AbruzzoWeb per chiarire alcuni aspetti in merito alla vicenda che ruota attorno ai fondi stanziati quando era nel governo Berlusconi con delega alla Famiglia e finiti al centro di un’inchiesta per tentata truffa.
Il caso vede sotto accusa Gianfranco Cavaliere e Fabrizio Traversi, imputati nel processo ancora in corso.
Innanzitutto, il senatore vuole sottolineare di non aver bloccato i fondi, in risposta a quanto affermato a questo giornale dalla presidente di una delle associazioni costituite ad hoc e che si sono ritrovate con il cerino in mano e le spese da pagare una volta congelati i quattrini: “Quando è stata fatta la commissione e la successiva graduatoria, c’è stato il ricorso al Tar da parte anche del Comune arrivato primo, perché riteneva di aver avuto poco”, sottolinea.
Per Giovanardi, a far scattare l’inchiesta è stata la volontà di ostacolare le forme di associazionismo che volevano accedere ai fondi. Anche se non lo spiega con chiarezza, il riferimento sembra essere al Comune dell’Aquila. “Ho letto sulle carte dei magistrati – dice – che questo coinvolgimento di associazioni ideologicamente è stato contrastato. Mi sembrava di leggere cose di fine ‘800, dello stato liberale contro il privato sociale. Dovete chiedere all’assessore Stefania Pezzopane se ha svolto ruolo collaborativo oppure no…”.
L’ex sottosegretario si dichiara poi “solidale con monsignor Giovanni D’Ercole (vescovo ausiliare dell’Aquila, indagato e poi assolto, ndr): anch’io non ho ancora capito qual era il tentativo di truffa. Le cooperative sono nate alla luce del sole, i progetti venivano presentati dai Comuni”.
“Ora sono vicino ai giovani che devono pagare le spese per la costituzione di quelle cooperative – conclude – se il Comune avesse presentato subito i progetti, i 12 milioni sarebbero stati erogati immediatamente”.
L’unico risultato, oggi, è che i soldi sono congelati. Un’altra occasione che sembra persa, in un momento in cui la città ha bisogno di ripartire e i suoi giovani di lavorare.



