L’AQUILA – Lettera aperta ai cittadini aquilani dell’Unione Sindacale di Base (Usb) dei Vigili del Fuoco per spiegare i motivi dell’impossibilità di svolgere oltre i servizi post-sisma di assistenza alla popolazione, dopo lo stato di agitazione indetto lo scorso 17 dicembre.

Nella lettera si accusa di “comportamento omissivo” il commissario delegato per la ricostruzione e si punta il dito anche contro “i vertici della nostra Amministrazione, impegnati più ad organizzare manifestazioni e ritirare medaglie, guadagnate con il sudore della nostra fronte, che a pianificare una programmazione operativa volta a garantire il fattivo contributo del Corpo alla città”.

Agli aquilani si spiega che ancora oggi sono molte le attività necessarie conseguenti al sisma che gli uomini ed i mezzi dei Vigili del Fuoco potrebbero svolgere ma si aggiunge che il personale presente è sufficiente a garantire solo le operazioni di soccorso tecnico urgente poiché non è stato consentito il rientro di tutto il personale in servizio fuori sede, al contrario di quanto avvenuto, spiegano i sindacati, “in altre emergenze nazionali, come ad esempio quella rifiuti in Campania”.

“Nulla poi – si aggiunge nella lettera – è stato fatto per il potenziamento di organico e di mezzi del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di L’Aquila che, invece, ne avrebbe davvero bisogno: non può essere dimenticato e taciuto il fatto che la sera del sisma, nel Comando erano in servizio solo 13 uomini. Ed ancora bisogna aggiungere che ad oggi, alle scriventi organizzazionis indacali, risulta che il contingente attualmente in appoggio al Comando di L’Aquila, circa 120 unità, verrà dimezzato e nessuna informazione viene fornita su cosa accadrà dal primo gennaio”.