L’AQUILA – Lavori in corso su Google Street View per quanto riguarda la città dell’Aquila.
Chiunque volesse collegarsi sul sito dell’applicazione di Google Maps che consente di “navigare” all’interno delle città con foto immersive a 360 gradi si troverebbe di fronte uno scenario surreale e grottesco, un mix di “viste” tra la città prima del terremoto e quella post-sisma, con i suoi puntellamenti, le crepe a vista e la desolazione delle strade deserte.
Molti concittadini avranno avvistato nei mesi scorsi la macchina di Street View girare fotografando i vari quartieri dell’Aquila e ovviamente anche il centro storico, per lo meno la parte riaperta e messa in sicurezza, anche AbruzzoWeb aveva pubblicato la notizia e adesso il sito di Google è in fase di rinnovamento: via le vecchie foto, dentro le nuove.
Street View dal 2009 è stato anche una sorta di monumento alla memoria della città che era. Le case, i palazzi, le chiese, le strade ancora perfettamente integre come le persone ricordavano nel pomeriggio del 5 aprile 2009.
Per questa ragione, molti aquilani, di tanto in tanto, andavano… a fare un giro in quella città telematica e digitale, una città quasi onirica, perché poi nella realtà il suo aspetto era ben diverso.
La necessità di mostrare la realtà odierna ha avviato il rinnovamento di Street View, ma irrimediabilmente si perderà quella fotografia tridimensionale del capoluogo abruzzese pre evento sismico, fotografia che nessuno sa tra quanti anni tornerà attuale: L’Aquila ricostruita “dov’era e com’era”.
Questo giornale ha fatto per i suoi lettori una passeggiata nell’applicazione per vedere a che punto si trovano i lavori di rinnovamento del sito.
Il viaggio è partito da piazza San Bernardino, la basilica bianca e scintillante in un pomeriggio d’estate e le persone a maniche corte a passeggiare in centro. La piazza è ancora quella del 2009, i portici sono integri, la scuola elementare “E. De Amicis”, recentemente ristrutturata, con qualche scritta di teppisti sui muri.
Anche piazza del Teatro e via Verdi sono le stesse di allora: macchine parcheggiate ovunque e persone alle vetrine dei negozietti.
Tornando su via San Bernardino e costeggiando dabbasso i portici, appaiono le colonne dritte, nessun puntello a ingabbiare i finestroni, qualche ragazzo seduto a passare il pomeriggio tra amici. Più in là i Quattro cantoni pieni di traffico e persone: un via vai allegro di una cittadina di provincia.
L’arrivo a piazza Palazzo mostra il quadrato perfetto, aiuole falciate, gli alberi rigogliosi, i negozi aperti e le vetrine affollate, il palazzo del Comune ritinteggiato di fresco con le bandiere istituzionali al vento.
Ma se si zoomma sui portici della Biblioteca provinciale “Tommasi”: l’immagine per un momento si dissolve e quando ricompare, gli archi sono imprigionati nel ferro, i puntelli appaiono grotteschi sugli edifici, le crepe rigano all’improvviso i muri, transenne dappertutto. La città nuova, la realtà che è tutti i giorni sotto gli occhi degli aquilani, s’impossessa prepotentemente dello schermo del computer: l’illusione si spezza.
In questo nuovo Street View 2011 si può vedere corso Vittorio Emanuele puntellato, la piazza messa in sicurezza, poi, venendo da piazza Palazzo, i portici di San Bernardino come d’incanto sono tutto un groviglio di ferro e legno e non c’è più nessun ragazzo seduto sui finestroni a passare il pomeriggio.
Stessa cosa per Santa Maria Paganica, perfetta e senza la cupola di sicurezza, via Garibaldi con le macchine e il traffico e, poi, cambio d’immagine, ecco piazza Regina Margherita come si vede oggi, le volanti della polizia, una camionetta dei militari che passa per la ronda, qualche sporadico aquilano che si fa un giro nella sua città che appare bombardata, quasi uno scenario post bellico.
Fa paura questa passeggiata nell’applicazione di Google perché non si sa mai quando uno zoom può improvvisamente far passare la città dalla vista 2009 a quella 2011: in un angolo persone serene e sicure a mangiare un gelato, poi all’improvviso le crepe, il ferro e i puntelli di legno massiccio.
A breve il sito sarà completamente rinnovato, la L’Aquila del 2009 sarà perduta per sempre e resterà soltanto questa con le sue ferite, la sua desolazione e la monotonia di puntellamenti a perdita d’occhio.
Per il momento, gli aquilani possono godersi la passeggiata virtuale tra passato e futuro, per non dimenticare e cercare in quelle foto una speranza per l’avvenire. (a. c.)