L’AQUILA – Livio Bearzi, ex preside del Convitto nazionale crollato all’Aquila nel terremoto del 2009, al cui interno perirono tre studenti minorenni e ne rimasero feriti altri due, è stato scarcerato oggi.
Lo ha reso noto il suo legale, avvocato Stefano Buonocore, precisando che gli è stato concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali in via provvisoria.
A favore della scarcerazione di Bearzi si era pronunciata la società civile nazionale e di Udine. Un appello in tal senso era stato rivolto nei giorni scorsi da decine di parlamentari al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tra cui la senatrice del Pd Stefania Pezzopane.
A favore della grazia si sono espressi, oltre all’associazione dei presidi e all’aquilano Dante Capaldi, i presidenti della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e Abruzzo, Luciano D’Alfonso.
“Sono contentissimo di riabbracciare la mia famiglia. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto durante questo periodo, manifestandomi la loro solidarietà, soprattutto la città di L’Aquila e i familiari delle vittime”. Sono le prime parole pronunciate da Bearzi dopo la scarcerazione e rese note dall’avvocato.
“Sono molto felice che il magistrato abbia accolto la nostra istanza, riconoscendo al preside Bearzi, sin da subito, una misura alternativa alla detenzione, consentendogli così di riabbracciare la sua famiglia. Il provvedimento, naturalmente, è provvisorio, adesso attendiamo l’udienza di aprile davanti al Tribunale di Sorveglianza di Trieste – ha aggiunto il legale – in quella sede l’affidamento in prova ai servizi sociali potrà essere concesso stabilmente. Pur nell’attesa della decisione finale non possiamo nascondere la nostra soddisfazione”.



